Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
Ginestra-Leopardi
nataliacasciani
Created on January 6, 2020
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Vaporwave presentation
View
Animated Sketch Presentation
View
Memories Presentation
View
Pechakucha Presentation
View
Decades Presentation
View
Color and Shapes Presentation
View
Historical Presentation
Transcript
La ginestra G. Leopardi
- scritta durante il periodo napoletano
- composta a Torre del Greco nella primavera del 1836
- inserita nei "Canti" nell'edizione postuma curata da Ranieri
- testamento ideale del poeta
struttura
- sette parti strofiche - 317 versi - struttura argomentativa ampia e complessa - epigrafe: "E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce" (Giovanni, lll, 19). Si allude alla difficoltà con cui la verità (la luce) si fa largo tra gli uomini, che preferiscono illusioni false e consolatorie (le tenebre). La luce per Leopardi non è la parola divina, ma la coscienza dell'infelicità dell'uomo sulla terra; alle tenebre appartengono le illusioni, laiche o religiose, che allontanano da questa presa di coscienza dolorosa, ma necessaria.
struttura
- l strofa (vv.1-51): descrizione del paesaggio desolato del Vesuvio, ingentilito dall'unico fiore che resiste sui terreni più impervi, testimone dei cambiamenti naturali, quelli delle eruzioni, e di quelli storici, come il passare del tempo sulle rovine romane. Viene smentita la fiducia nel progresso. - ll strofa (52-86): il poeta si rivolge al suo tempo "superbo e sciocco" che crede nelle sorti "magnifiche e progressive" dell'umanità, anche per colpa degli intellettuali che hanno voltato le spalle al pensiero illuminista. - lll strofa (87-157): allegoria del povero malato che dichiara la propria condizione e non si spaccia per ricco e prestante. -lV strofa (158- 201): lo sguardo si allarga ad una dimensione cosmica, davanti a cui emerge la piccolezza dell'uomo. -V strofa (202-236): paragone tra il frutto che si abbatte sul formicaio e la violenza eruttiva del Vesuvio. -Vl strofa (237-296): l'eruzione del vulcano viene descritta con potente realismo, l'uomo appare fragile e la natura indifferente alle sue sorti. - Vll strofa (297-317): torna l'immagine della ginestra che sarà consumata dal fuoco, ma che accetterà con dignità quanto accade.
temi
senso della vita e del destino dell'uomo proposta di alleanza tra gli uomini, modello equo e solidale di società
il desolato paesaggio vesuviano e i limiti della condizione umana
il desolato paesaggio del Vesuvio è il luogo simbolo della condizione umana sulla terra e consente di smentire ogni facile ottimismo consolatorio. Leopardi critica le tendenze filosofiche dominanti negli anni della Restaurazione, fiduciose nel valore privilegiato della specie umana, e rivendica la dignità del proprio andare controcorrente e il dovere di denunciare l'infelicità costitutiva e immodificabile della specie umana
alleanza tra gli uomini e solidarietà sociale
La verità, ovvero l'obiettiva coscienza delle cose quali sono in realtà, ha valore in quanto consapevolezza diffusa, quale coscienza di tutti gli uomini. L'intellettuale ha il compito di favorire questa presa di coscienza. La consapevolezza di massa riguardo all'infelicità e alla fragilità della condizione umna può consentire l'individuazione del vero nemico: la natura. Contro di essa deve compiersi un'alleanza di tutti gli uomini, tesi a costruire una rete di solidarietà e soccorso reciproco.
l'umile ginestra
Essa attende alle pendici del vulcano la distruzione imminente senza per questo cercare risarcimento in illusorie prospettive di durata, anzi pronta a piegarsi sotto la lava senza inchinarsi con viltà davanti al destino né elevarsi con orgoglio ingiustificato.
Il valore poetico e filosofico-politico della Ginestra
La critica
Nel secondo dopoguerra si è imposto il riconoscimento dei caratteri nuovi della poeticasu cui si fonda la Ginestra: poesia di pensiero, antiidillica, musica senza canto, costruita sulla tensione argomentativa, prospettiva nuova per tutti gli uomini e ipotesi positiva, anche se utopica, di società giusta e solidale.
Bibliografia: Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese, "Liberi di interpretare", Palumbo