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Una finestra sulla poesia quale augurio di bellezza e armonia, invito alle profondità dell'anima e alla freschezza dei sentimenti. I testi poetici sono scritti da soci di SeLALUNA che l'Associazione ringrazia per il loro dono.

Associazione di Promozione Sociale

ANTOLOGIA dei testi poetici scritti da soci di SeLALUNA.

Sito web:

INDICE

2020

2021

2023

2022

2025

2024

2026

INDICE

2021

2020

2023

2022

2024

2025

2026

In bilico di Lella Patrese Donna. In bilico. Tra luce e buio tra orrore e bellezza, sapienza e ignoranza assoluta. In bilico tra andare e restare, tra magia e follia. Donna. Tra passato e futuro, speranza e disperazione. Tra amore deserto. Donna. Madre e strega, gravida e sterile. In bilico.

Orrenda e fulgida, traboccante d’amore e povera. Ultima e sola. Centrata e smarrita. Donna. In bilico. Tra volare e raggrinzirsi. Tra esultare e perdere. Tra corpo e anima, morte e vita. In bilico. Sulla lama affilata dell’Arte, del Vivere. Donna. (Tratto da "Il ventre della strega")

gennaio 2020

Il fossodi Piero Carrer Talvolta un passo d’anatre in volo contro il grigio del cielo invernale imprimersi pare. Ne vorresti inseguire la rotta smarrirti in quel grigio ideale ma t’accorgi che è solo uno sbattere d’ali, il levarsi maldestro da un letto di strame. Non basta una salva di gridi - di spari - a stanare il rimorso ma basta a stremare lo sforzo di chi del suo fosso stanziale all’armeggio rimane. (Tratto da "L’uomo al volante")

Se tanta è la strada di Donata Demattè Se tanta è la strada e rara nella notte la parola sconsolata se resta il sapore del latte sversato negli inverni imbiancati delle corse in bicicletta ancora mi accorgo del gorgo del cuore del segno che lascia il tuo gesto bagnato sul selciato schiacciato dalla ruota della fortuna e del mio pesce che nuota sulla pozza ricavata fra l'asfalto e la fontana (Tratto da "Se tanta è la strada")

febbraio 2020

marzo 2020

La prodigiosa creazione dell’individuo protagonista del suo tempo e della sua vita è ancora possibile? Numeri e statistiche continueranno a dar conto all’incredulo sguardo del piccolo dio del mondo.

Nella globale alienazione di Leonardo Di Venere Il tempo Un’esperienza interiore? La coscienza che ricorda? Nel tempo accelerato ora interrotto da un flagello biblico chi vedeva la direzione chi dove andare e con chi. Nella globale alienazione “non sbattere, vai fuori strada, fuori te stesso”, corpo e mente inerti nella corrente – come un pugno chiuso abbattuto e scaraventato tutti a terra, tutti in casa. Il flusso di pensieri idee favole e sogni esautorati dai nuovi profeti al governo delle coscienze.

aprile 2020

Il tuo doloroso lamento nella desolazione della solitudine. Che io vegli Signore e come Pietro, al mio rinnegarti, colga il Tuo sguardo di perdono e trovi, al pentimento, segrete lagrime, non il ‘nodo’ di Giuda. (Tratto da “Prima che il gallo canti tre volte, tu…” - Matteo cap.14/72)

Prima che il gallo canti di Emilio Gallina Insolita ora. Rauco, il canto di un gallo. Mi ritorna quel monito; l’animo trasale. Pietro ha tremato in me la sua viltà. L’umano sopravanza il divino; è facile cadere. Quante volte ti rinnego, Signore. "...lo spirito è pronto ma la carne è debole. Vegliate e pregate…”

BUONA PASQUA 2020

Ho la mente sgombra di Paola Commissati Bellotti Ho la mente sgombra come un cielo del mese di Giano spazzato dal vento Davanti al foglio bianco mi tolgo la camicetta per mostrargli un petto beato Non ho parole da confidargli sono piena di un vuoto leggero in cui spazia sfrenato ed esplode il mio unico pensiero artefice di un intimo universo di galassie di gioia e paradisi di fiordaliso e piccoli pianeti in cui svernare e lune in cui sognare un sogno. (Tratto da "Incessante poesia")

Il presente dell'emigrantedi Cristina Noacco Perché vado? Per sorridere. Lontano. Perché torni? Per compatire. Un'ora. Quell'attimo. Sono. (Tratto da “Albero d’amore”)

giugno 2020

maggio 2020

Anniversaridi Emilio Gallina Oggi diciotto aprile duemila venti mi coglie una vaga nostalgia e un fiorire di ricordi. Solo, dal poggiolo della terrazza osservo la natura nella sua veste più bella: il verde intenso della siepe, l’aureo fiorire del gelsomino, il blu azzurro degli iris, il giardino trapunto di margherite e una fuga di candide violette - quelle di Anna, ricordi mia sposa? - Tornano altri momenti con te condivisi quando la fioriera profumava l’aria del fior di lavanda in ronzio d’api. E le rose rosse che ad ogni tuo compleanno occhieggiavano nella loro regale bellezza nel brillio cristallino del vaso in sala da pranzo. E l’allegra brigata dei figli a te intorno a farti festa con i nostri cari ancora con noi. E il trillo continuo del telefono di quanti: fratelli, cugini, amici, amiche e persone care si univano auguranti per questo evento e... Malefico un virus, ha cancellato tutto questo.

Oggi diciotto aprile duemila venti il tuo compleanno e il quinto anniversario del tuo ritorno al Padre. Non figli, non rose, molte telefonate, questo sì. Solo Cristina al desco. Gli altri figli? In videochiamata dal chiuso delle loro case. Irreale realtà di questi giorni di silenzio e solitudine. Mi rasserena la natura che segue il suo corso e dona a noi, momenti d’incanto come l’impareggiabile sorriso tuo, mia sposa, che illumina la tua foto e la mia vita.

luglio 2020

In Maestàdi Romano Ceccato Chi no’ gà provà da bocia star sul colmo d’un gran caro de fén sùto, profumà quando el dì xé ancora ciaro, e passàr cussì el paese sul stradon tuto sbiancà e vardar, oltre e caséte, de’a campagna ‘a vastità, mai varà* sta contentessa de sentirse saludar, e da in sù, co’ degnassion, el saludo ricambiar e po’ entrar dentro de’a tièsa* c’un saltìn, senza far scàe, vedar come ’a s’impenìsse ‘nt’un baeàr de gran forcàe:

i forconi i xé de legno, a piè al manego un aresto, cussì el fén no’l scampa via e’l lavoro vien via presto. I bocete, in t’un canton, varda i grandi che lavora, e ch’el caro sia svodà ànca mì no’vedo l’ora. Nàltro cargo, ghe xé tempo, ma sta volta torno indrìo sentà sora ‘a timonèa* al carro un pocheto aviìo; zà xé scuro e ‘a campana gà sonà l’Ave Maria* basta zòghi, late e leto che ‘a giornada xé finìa.

*asse che sporge posteriormente al carro

*avrà-proverà

*ora della preghiera serale

*fienile

(Tratto da “Memorie de un òmo de nove ani”)

agosto 2020

Pioggia sottile e lentadi Giancarlo Bruzzolo Ma dove hai messo gli occhiali Non lo ricordi più I tuoi pensieri volano via distrattamente E ti dimentichi del mondo e della gente I tuoi compagni d’avventura In una foto sbiadita Ed una foto del tuo matrimonio E di una figlia lontana Partita Per chissà dove E come ti ferisce il tempo Come una pioggia sottile e lenta Che ti scava dentro Guarda ormai ti piove sui capelli Questa pioggia sottile e lenta Dentro i tuoi occhi stanchi Nei tuoi capelli quasi bianchi

passano via a fare da solo ti scava dentro

I figli vanno via, volano via Vanno lontano Inevitabilmente E lasciano negli angoli di casa Un mucchio di ricordi E poco più di niente E poi tu… tu Con le tue storie Storie di ordinario coraggio che Senza lasciare un segno E tu! Tu! Che ti vergogni Per ogni cosa che non riesci più Ti vergogni Guarda come ti cambia il tempo Come una pioggia sottile e lenta che

Tra le gocce di cielo di Paola Commissati Bellotti Tra le gocce di cielo e il degradare azzurro degli ulivi mi vesto d’amore per questa terra del sole, e vado camminando in parte alle pecore calore brucante mi chino ad una fonte che non c’è e di là c’è un muro di pietra bianca scaletta su scaletta l’edera l’ha tinto

di verde.

Guarda come ti segna il viso Questa pioggia sottile e lenta La solitudine e la stanchezza La tua inquietudine e la tristezza E neanche un paradiso In cui sperare.

ottobre 2020

settembre 2020

Quando di Concetta Murè Quando il cuore dolce si abbandona, quando un sorriso colma la speranza, quando la vita torna a un senso, allora nasce il punto fermo per sollevare il mondo, per noi, affamati e piccoli Archimede. (da APERTA LA SCORZA)

Tramonto triestindi Cristina Noacco Come el sol, che ga colori de fogo quando el mori in brazzo a la zità xe un'emozion che brusa el suo momento, sto mio passo ne l'eternità. Tramonto triestino – Come il sole / dai colori di fuoco / quando muore / in braccio alla città // è un’emozione che brucia / il suo momento / questo mio passo / nell’eternità.

(Tratto da “Albero d'amore”, Trieste 13-01-1999)

novembre 2020

dicembre 2020

INDICE

2021

2020

2022

2023

2024

2025

2026

Benvenuti!della signora Fortunata Benvenuti benvenuti, via da bravi i se senta I se comoda qua tuti che xe l’ora dea poenta. Ohi Tonin taiaea (tagliala) a fete sotiete, impenisi la lecarda varda varda che quel stisso (steco) fa del fumo, si perdia! che me consumo a insegnarghe a ‘ste marmote Che le quaie no e xe cote, che la vampa (fiamma) no lavora, la me creda siora Dora i me fa diventar mato parè via da qua ‘sto gato, sul fogher no vojo intrighi,

curè ben quei becafighi, tirè in qua quea casarola. Che odori che consola, portè in tola, portè in tola!

gennaio 2021

Ti amo a febbraiodi Paola Commissati Bellotti Ti amo a febbraio e ti amerò a maggio a volte mi parrà di morire quando il cielo è grigio e non mostra il sole perché tu mi sei il sole. Fingerò di morire a giugno tenendomi stretto alla mano il cuore e l'attesa di un bagliore mi sarà dolce perché io lo so, il sole torna.

Adoro dire fantasie di Paola Commissati Bellotti Adoro dire fantasie non è un mestiere ma è come un'ala di farfalla che mi sospende col polline sopra i fiori di prato, dove l'erba è così fitta che non si vede la terra.

febbraio 2021

marzo 2021

Non pareva verodi Paola Commissati Bellotti Non pareva vero di riseminare e i campi di grano arrivavano sotto casa e noi a correre dentro vestiti di spiga fruscianti Mosè s‘apriva mari di spighe con negli occhi l’oro della terra e le sere lunghe dell’estate e i giochi s’intrecciavano come chicchi di grano sempre nuovi sempre antichi li apprendevamo dall’aria con la sapienza del bimbo che prova la vita con mani innocenti

pungevano ridenti le reste di grano lance in resta le dita avide di vita era gioco la guerra era gioco l’amore era gioco il gioco E tutto finiva per ricominciare Hanno mangiato i campi e sui tetti nascono, ramate antenne che nelle sere cervi disegnano impauriti ... e i cervi sono andati a volare lontano... Ma forse ancora il bimbo sa dove trovare il cerchio e la lucciola, sa come sgrovigliare le corde fantastiche

dei cervi volanti...

aprile 2021

La fatica - Centro di accoglienzadi Giancarlo Bruzzolo

La fatica è stato lasciarsi tutto indietro Spogliarsi degli affetti e dell’infanzia Ed approdare dentro un mondo che come un vetro Si fa guardare da lontano e non ti dà “cittadinanza” Le nostre vite sperse e desolate Che si trascinano tra i cortili di grandi casamenti Le nostre vite disilluse e vuote Dimenticate negli interstizi di zattere fatiscenti

La fatica è vivere in duecento Dentro duecento metri di stanzoni impersonali La fatica sei tu che mi guardi con sgomento Mi scruti con sospetto come il simbolo del male È stare qui, non fare niente e non avere niente fra le mani Leggendo la vostra diffidenza per la strada Parcheggiato in un recinto per esseri umani La fatica è sentirmi rifiutato ovunque vada

Taglia la vitadi Paola Commissati Bellotti Taglia la vita, e non è potare è morire appoggiarsi al nulla e risalire dove il sole è un cerchio che cammina.

Siamo abusivi dentro questa terra Siamo abusivi per la stessa vostra vita È più lontana ma è ancora qui, dentro di noi, la nostra guerra E sembra che la pena non sia mai finita I vostri occhi, l’indifferenza è quel che fa più male Siamo partiti pieni di paura di sogni e l’ illusione vana Che si poteva essere felici, dopo tempeste e temporale E invece siamo qui noi, quasi prigionieri in una gabbia disumana

maggio 2021

giugno 2021

Io sono come te Anche io gioco alla guerra Magari la guerra da te non c’è Da me si sente sempre sparare Io ho paura come te Ma i miei fantasmi non girano la notte Le mie streghe non popolano il buio sono dolore e guerra i mie mostri… e mi fanno tremare Io sono come te Rido per niente… a volte Racconto bugie Piango per niente come te Ma non guardo al futuro come te Perché qui è più difficile il futuro Ho un padre che vuole lo stesso tuo futuro per me Ma è difficile che me lo possa dare

Io non sono come te (a Rami All Dourra)di Giancarlo Bruzzolo

Io sono come teMi sveglio e vado a scuola come te Magari io devo solo stare più attento Quando attraverso il quartiere Io sono come te Ho voglia di correre come te A volte faccio storie per mangiare Spesso però mangio quello che c’è Io sono come te Anche io avrei fate da sognare E strade per giocare maglie da sporcare Io sono come te

Ludovica di Daniela Barzan Sono frutto maturo che ancòra sa l’incanto del piede su foglie sonore su sentieri silenti, della luce ovattata e sfrangiata tra i rami d’autunno, del tocco lieve di pioggia d’aprile, compagni del tempo breve che resta. È bastato il tuo piede di bimba, il sorriso, bello di niente, e ho ritrovato, nel vecchio secchio della mia storia, il mare. Sei l’acqua e il sale e il pesciolino che felice.

Mio padre mi sgridacome il tuo fa con te E mi vuole bene e mi protegge come il tuo fa con te Ma le storie che racconta sono un poco diverse Parlano di una terra che avrebbe solo voglia di riposare No, Io non sono come te Perché dopo la porta c’è un giorno diverso Perché tu dici spesso “da grande” E io grande non lo posso diventare

guizza

luglio 2021

agosto 2021

Sono liberadi Concetta Murè

Al di qua l'oscurità non morde l'anima. Ecco la magia dei colori, la curiosità di sempre, la voglia di sperimentare, di fare, di capire.Nel cuore le persone che amo. Non sono sola, nello specchio il mio io ritrovato, l'essenza profonda, il profumo di gelsomino, l'occhio del sole nel mare dorato e la spuma brivido dell'anima. Non più costretta in ambiti faticosi e angusti, scopro in me sterminate praterie. Sono libera.

Sbarrata è la porta a due mandate. Tolta la chiave dalla toppa, in un cestino, fra fiori colorati, arance e kiwi, è riposta in attesa del domani. Dal buco della serratura, come in un caleidoscopio ritagli di un'altra vita, rarefatti momenti sospesi nel silenzio, l'effimero sfilacciato e inerte.

settembre 2021

Se LA LUNA di Daniela Barzan

Riccioli di Concetta Murè Fra cielo e terra, dove mi conduci, sentieri di verde velluto percorro con te. Sui nostri volti l'aria settembrina. Ti accarezzo, fra le dita riccioli di sogni.

e la luna illuminasse tutti gli angoli di ogni giardino, le valli di ogni montagna, l’immenso deserto, gli umidi androni di vecchi condomini, tutti i crocevia delle strade metropolitane, l’angolo segreto dove si sogna la libertà, a stanza di ogni uomo solo, di ogni donna silenziosa e sognante, la culla di ogni bimbo che riposa, llora avrebbe parola un mondo straordinariamente vero e bello anche se sconosciuto; un universo piccolo silenzioso prigioniero nascosto femminile sognatore che non deve andar perduto. E questo la lo sa.

LUNA

ottobre 2021

novembre 2021

Muschio di Daniela Barzan un dove da cui ripartire, il braccio per chi ha il passo più stanco per te per me così fragili impauriti piegati dal tocco di temuti confini oggi quel muschio per una capanna un bimbo una madre bambina a ritrovare l’antico senso del nostro andare

oggi quelle tue dita ossute e bianche a rubare alla terra ghiacciata ciuffi di verde indurito - anche quel gesto ti costa - oggi quell’- ancòra, ancòra un po’- a dilatare nel gesto emozioni bambine mai spente carpite nell’umido fiato della campagna oggi il mio cuore un affollato chiassoso volo di cince.

dicembre 2021

INDICE

2021

2020

2023

2022

2024

2025

2026

Cornovaglia di Maria Marino Corre un raggio chiaro di sole nel quadro verde spezzato qua e là da bianchi ovali di lana viva in questa campagna che splende anche nel grigio intreccio delle sue nubi sospinte dal vento dell'oceano-mare che, lontano, negli occhi, mi si confonde.

Altrove di Maria Marino Ma io non ho ali per volare lontano e non ho petali da affidare al vento, non l'anima leggera soltanto, senza tempo in cui stare. Tu hai potuto andartene altrove. Noi siamo rimasti.

(Tratto da “Contropelo”, 1 giugno 2012)

(Tratto da “Contropelo”, 9 settembre 2012)

febbraio 2022

gennaio 2022

otto marzo duemilaventidue di Maria Marino Anche nella mia mente infuria una battaglia di resistenza, non è eroica, lo so, ma necessaria. Non vuole il mio cuore lasciarsi invadere da spiriti di morte, non vuole cedere il passo all’odio, che pure impreca dentro di me. Questo otto marzo impregnato di paure ospita con il giallo delle mimose l’azzurro dei cieli: onore all’Ucraina, a chi fugge e a chi resta.

marzo 2022

Le mie montagne: madri inginocchiate, offrono i dorsi a riparo dai freddi venti da nord, offrono grembi accoglienti le nostre vite, ora fragili, ora spavalde, ora spente in una nenia amorevole senza fine.

Valmareno di Maria Marino Dopo le radici di erbacce a fatica strappale da insinuanti fenditure sul perimetro della nostra ultima, piccola casa, solo qualche lucertola furtiva sguscia e si appiattisce al sole amico di agosto. Uno, due, tre campanili risuonano i tocchi nell'aria vibrante uniti nel solito concerto di mezzogiorno. Nella mia vita quante volte vi ho sentito suonare senza starvi ad ascoltare? Mi attira, calamità di ricordi, questo posto quieto, questo verde folto, questo paese affogato nelle radici profonde del cuore.

(Tratto da “Contropelo”, 10 agosto 2012)

aprile 2022

Insidia di Piero Carrer Tra le case si smorza perde vigore il vento sciogliersi pare in placati girotondi ma, attento!, cova fondi rancori preordina agguati, ad ogni svolta insinua soffi raglienti corti come lame; un balenio uno scarto ed è ratto il ritrarsi rra il fogliame. Da giorni le vie del centro indaga questa bava di bora errabonda sui volti. Temporeggia divaga irrita la scorza delle menti, resta ìn surplace ma non scompare.

Frontiere di Antonio Miola Per definireIL TERRITORIO PATRIO, Ai Confini Tipiche Costruzioni sorreggono MAESTOSE BANDIERE che, sventolando Esprimono: “Simbolico – Reciproco – Rispetto, comprensione - fratellanza e Alterno Amore Tra i Popoli“. Purtroppo, nella mente bieca di taluni personaggi, spesso affiorano “spinose - incomprensibili - barriere “, frutto di Egoismo Disgregante!

(Tratto da L'uomo al volante)

maggio 2022

giugno 2022

Ai DITTATORI, ancora presenti ne l'UNIVERSO, vorrei regalare UNA CONCHIGLIA COLORATA, perché nonostante la Loro Enorme Cecità, possano almeno ASCOLTARE il Canto Soave di Sirene Lontane IN SEGNO DI PACE!

La conchiglia di Antonio Miola Una delle Meraviglie della Natura. Svuotata d’ogni forma vitale nel proprio interno, a noi si dona per offrirci suoni delicati dal remoto presenti nelle sue anse. Nel silenzio assoluto, ci fa attraversare l’immaginifico oltre il mare, ove, lieve pace frammista a immani sofferenze: ECHI DI LESA MAESTA’, penetrando la nostra anima, risvegliano il Dovere Della Conoscenza verso Popoli fraterni lontani.

luglio 2022

Fretta di Salvatore Manchia È rimasto poco tempo tutto è urgente il sole nasce e muore la pelle invecchia e i pensieri corrono lesti. Ogni promessa è divorata dalla fretta. Non c’è pietà per chi è lento l’anima urla ma la sua voce è già lontana per udirla. (Da “Parole e poesie senza zucchero”)

Generosità di Salvatore Manchia I poveri sono le persone più generose che ci siano. Dividono ciò che possiedono e riescono a dare anche quello che non hanno. Spesso il giorno appresso hanno già dimenticato di aver donato qualcosa. (Da “Parole e poesie senza zucchero”)

agosto 2022

settembre 2022

a miseria gà spartio co ‘na torma de cristiani bandonà parfin da dio: fame, fredo, manca tuto, sol speransa che ‘a finissa, e par sogno quatro cópi che te querza el naso e ‘a schisa. Uno a uno i inquiini finalmente fa trasloco, chi co cari e chi coi bò e chi inveçe co’ gran poco che ghe basta un caretin strassinà da un bel musseto de’e careghe co’ na toea e de’e reti come leto e fagoti su fagoti de quel che se gà salvà, e ne torma de bocéte co’ i oci spaeancà. I paeassi par na regia.

Avanti e indrè di Romano Ceccato (7 marzo 2014) Nel quartier dei ferovieri che ghe jera drio a stassion che, pa’ e bombe, bona parte jera ‘ndà de repeton, finia a guera xé cressui paeassoni pa’ i sfoeai che, zà nel quarantasie, a Treviso xé rientrai; tirai su in freta e furia, ognun nove appartamenti, lindi, neti, coi servissi picoeti ma eficenti in un lampo s’ha impenio de fameje sistemàe su ne ‘e tese, nei graneri e parfin in vece stae che ‘a campagna, tut’intorno,

i relitti in riva al mar i pòl dirte de che nave el xè sta el naufragar, cussì i resti de ‘na casa frantumada da ‘na Guera, i xè in mostra a tuti quanti, co’ vien scaricai par tera. El tineo ben lavorà, in stil fine otoçento, e a camara dei sposi, granda come un monumento e po’, tuto insembrotà, el passà da gran borghese che zò piomba al popolar che pì no’l ghe a fa co’e spese. Ma a Vita tira el fià, punto e a capo, tuti quanti, maneghete rimbocàe, peto in fora….e forsa ….avanti.

No’ pì piova drento casa, ‘e finestre coi so veri e balconi che le basa e par tera matonee lucidae, rosso bordò e el secèr col rubineto che aqua fresca el buta xà. Na bea comoda, se serve co ‘na longa caenea, separada, e co’l scroco da’a so’ brava portesèa. E nel bagno un lavandin par i grandi e par i bocia e, voendo zà l’impianto par ‘na vasca o par ‘na docia. Dal comune vicinato ogni arivo vien studià, e se càibra ‘e fameje da quel che vien po’ scaricà. Come dopo ‘na tempesta

ottobre 2022

'Ua Sant'Ana di Romano Ceccato (14 febbraio 2013) ‘Ua Sant’Ana ‘Stàltra note ò fato un sogno, de trovarme a Santandrà ‘nt’un troséto de campagna da un siesòn* intabarà*; *grossa siepe *avvolto iera istà ma un bel freschéto el siesòn me garantiva e un cantar de merli e fìnchi*, *fringuelli squasi in gara, se sentiva; po’, ai bordi del troséto, fra l’erbeta, timidète, se vedéa spuntar, qua e là rosse e tonde fragoéte:

una a una tolte sù, da l’aguàsso ben lavàe, ‘e mandavo zò de gusto dopo ‘vérle mastegàe. Tò-o* sù, magno, camino, *colgo el troséto mai finìsse, ma dal sol xé iluminà, un tapéo de mace e strìsse: vedo in fondo ‘na figura che co’a man me fa un salùdo, mi, alora, coro e coro senza sforzo e gnanca sudo. Finalmente ‘rìvo al ciàro che se estende a l’infinìo dove, tuto soridente, se fa incontro, a mì, me’ zio

Slongo a man e, sul pì bèo, el teefono me svèja, me sparisse el Paradiso in un batito de sèja: el servìssio pai clienti me propone ‘nàltra opzion, “Grazie no”fào co’ creànza ma gò in gòea un gran magòn.

zà piovan de Santandrà, co’a tonega e’l tricorno, che su’a testa me caréssa e me augura el bongiorno: po’ me mostra un graspo d’ùa, ùa Sant’Ana, bonorìva*, *primizia che fra tute ‘e varietà, ‘a xé quéa che prima ‘rìva, e, a granèi un fiantìn garbi*, *agro-dolci vien magnada su’e tirèe*, *spalliere di viti ùa da tòea* che ‘a tòea no’ vede *tavola ‘n barba a tute ‘e sentinèe. Caro zio ch’el me ‘a portava come sveglia de’a matìna, bèa lavà e compagnada da ‘n’alegra fis-ciadìna.

novembre 2022

Galaverna di Romano Ceccato (11 dicwmbre 2016) ‘Ieri sera nèbia fìssa* *fitta ma xé alta stamatìna e, sù in cél, al sòl ghe fa ovatàda,‘na coltrìna*. *tendaggio ovattato Piante e erbe pa’i giardini ‘e xé tute inarzentàe*, *inargentate da’e man de Buranèe* *ricamatrici di Burano, storica Patria del Pizzo pàr*, co’arte, ricamàe. *sembrano El prà* dove Beppe gira *prato xé sprussà de briantìni salvo i solchi che, nel tempo, gà pestà* coi passetìni *pestato

ma, de lù, gnànca el sbàjàr* *di lui neanche l’abbaiare drìo‘a sfésa* de‘na porta, *dalla fessura de sicuro sta al caldéto e de gnente no’gh’importa, gnànca del gattàsso nero *gattaccio che, sfrontà, fa‘vànti e indrìo, e sui piati dei so’*pasti, *suoi di Beppe fìca el naso incuriosìo.

dicembre 2022

INDICE

2021

2020

2023

2022

2024

2025

2026

Buon Anno alla Vita di Concetta Murè Buon Anno alla Vita che non finirà mai di stupirci, Buon Anno all’Amore, interiore scudo per l’incerto grigiore esistenziale, Buon Anno alla Solidarietà sollievo alla precarietà del vivere, Buon Anno alla Speranza difesa contro i pensieri oscuri dell’anima.

Liberi e leggeri percorriamo, con splendido passo, con gioia, serenità, salute e amore, I trecentosessantacinque sentieri misteriosi e seducenti che il nuovo anno ci offre, Buon anno alla vita.

gennaio 2023

Un vecchio signore di Emilio Gallina Oggi, 23 giugno duemila ventuno. Dallo specchio mi guarda con fare curioso un vecchio signore: uno di altri tempi, come si dice. il volto scolpito dal tempo, capelli argentei, occhi un po' socchiusi, un cenno di sorriso. Mi ricorda... Già! Oggi sono ottanta... Mi perdo nel tempo assaporando voluttà di ricordi raccolti uno ad uno lungo irripetibili stagioni di vita.

Grato si eleva un pensiero a Dio per il lungo cammino concesso nell'amore dei miei cari.

febbraio 2023

Una voce distante di Salvatore Manchia Emozionante sentire l’anima che parla. Questa vocina fioca e velata relegata per lungo tempo nella profondità dell’essere. Ora emerge con tono distinto, deciso e sincero. C’è l’invito a morire al vecchio mondo. C’è una nuova direzione: qui e ora la vita ha inizio. (da “Parole e poesie senza zucchero”)

Figlio del Tempo di Antonio Miola ...“CAINO“, spesso cede al suo Egoismo triste e brutalmente annienta “ABELE“... Soltanto il Tempo Galantuomo, saprà redimerlo verso il Pentimento, con Sentimento d’Amore. Poi, con Pia mano, accompagnarlo ancora sulla Via Della Pace...

marzo 2023

aprile 2023

Prima Comunion di Romano Ceccato (Maggio 1943) ‘A Prima Comunion gò fata al Domo, co’ So’ Ecelénza el Vescovo Mantiero, tuto elegante e vestìo da Omo, co’ Franco, el me Gemèo, ch’el giorno jèro e co’ un çentenèr de Cèi e de Cèe vestìe come sposéte, proprio Bèe. Una ghe jèra po’, in particoeàr, ‘na Moretìna bèa ‘fà ‘na Madòna, che no’ gavéo coràjo de vardar quando ‘a vegnéa in Canonica co’a nòna, par ripassàr, co’ Tùti, ‘a Lessiòn e’e prove de ‘sta Prima Comuniòn. Quel Giorno Bèo, Soène, in Catedràe schierài se jèra da l’Altar in giù,

prima i Bocéte e po’ e Cèe postàe, pronti Tutti a ricevere Gesù: l’ultimo in fìa mì jèro dei bocéte e ‘a Moretìna ‘a Prima de’e Ceéte: cussì viçìn mai me gavéo trovà, par tanto tempo, a ‘sta me Gran Passiòn e me sentivo cussì emossionà che no’pensàvo çerto a’a Comunion e, quando che Gesù là xé ‘rivà…. Domando Scusa, ma no’O gò badà.

maggio 2023

Fuochi cosmici di Salvatore Manchia Questa notte lassù in un angolo dell’universo c’è stato un fuoco, qualcosa si è acceso, è incendiato. Queste fiamme sono state viste anche da vicini universi. Tutti sanno che c’è stata una grande festa. Le scintille avevano i colori del tramonto. Forse stanno celebrando la nascita o la morte di qualcosa già accaduto o che accadrà. Lassù non badano a spese, si festeggia per migliaia di anni. Un immenso arcobaleno arde con folgoranti acrobazie.

Questo avvenimento è da non perdere, va vissuto con gli occhi e con la pelle. Peccato che il tempo a noi concesso sia così poco. (Da "Parole e poesie senza zucchero")

giugno 2023

A Nicolettadi Daniela Barzan (Treviso, 28 settembre 2002, mamma Dani) Dammi tempo tesoro per cercare parole per il mio canto d'amore per te. Sarò attenta al respiro del sole nei mattini d'ottobre quando la luce indora la nostra betulla e gioca indomita tra i rami. Sarò con il vento che impazza nel brolo per scoprire le sinfonie speciali amiche del freddo inverno. Nell'angolo del giardino dove amavamo sostare mi attarderò aspettando la voce dei primi fiori. Il loro sorriso di zafferano mi ricorderà la tua gioia di bimba . Sosterò sotto il glicine nostro aristocratico, amato virgulto sperando profumi di vita.

Cercherò parole che sanno di boschi d'estate di muschi spugnosi di nidi sospesi su forre di fragili arcobaleni quei cieli di nubi veloci sorgente di gioia nei tuoi limpidi occhi. Ora il mio cuore tace anche il canto antico di una madre sulla tomba del figlio. Mi fermerò nel volto di tuo padre nel suo abbraccio così forte -tua ultima culla timoroso di poterti far male. E sono certa si acqueterà il mio cercare. Dammi tempo tesoro. Troverò parole per un canto nuovo per te il mio canto più dolce, da sempre.

luglio 2023

Potature di Maria Marino I pensieri: onde che ritornano sospinte da un titano che non possiamo in alcun modo vincere. E così, presi fra la paura di domani e la nostalgia di ieri, quando ci sembrava un diritto essere felici, vagoliamo con un tremito del cuore esausto a cui la mente chiede di resistere: ma come può la cannuccia palustre non piegarsi alla forza del vento!

Dove e come imparare a sopportare ogni addio, ogni dolorosa potatura che un giardiniere cinico e invisibile, il tempo, abbatterà con colpi alla cieca senza pietà per il nostro patire. Sogno e spero giorni quieti, liberi da domande senza risposta.

agosto 2023

el xé un ultimo saludo vernizà de teneressa, in ‘na Dimension ormai oltre de ogni péna e d’ogni prèssa; co’a passienza dei Gran Veci ‘àssa far ‘n fià de salòto po’, par l’ultima trasferta, pian-pianìn se mete in moto. 13-10-2014 ore 10 Con affettuosa amicizia, Romano Ceccato

Ciao Mercede di Romano Ceccato S-giònfo, el Sil core impigrìo a l’altessa de’a Fiera, e ‘a so’ àqua gà el coeòr de l’asfalto de’a Restèra. ‘A matìna xé de un lùni, ovatada e siensiosa come el parco, là viçìn, de ‘na Casa de Riposo: ’a San Zén dei Tempi Andai, poco a poco, s’hà squajà e ‘a so’ ultima Decana proprio unquò ne ‘assarà. I tosati de ‘na volta, zà ormai noni deventài, in ‘na bèa Ceseta ciàra, pa’un saludo, s’ha incontrai:

settembre 2023

Pace di Romano Ceccato ‘Anca sòide amicìssie ris-cia de‘ndar in semenza quando passa màssa tempo che incontrarse se sta senza, pèzo ancora se l’incontro sì, el ghe xé, ma senza gioia e fermarse pa’un salùdo manca el tempo insieme a’a vòja. Cussì Beppe, ultimamente, quando che passo de là ma de corsa e drìo a pensieri che me spùncia* in quantità, dopo volte che co’e réce messo el Radar gà in funsiòn e mì, invéçe de fermarme,

tiro via cofà un sitòn, gà tacà a star su’e sùe, réce e còa pàr congeàe, e co’òci fredi-fredi dal sì e no’ me dà de’e ociàe. Unquò, che gò mànco pressa, ghe fo’ciào ciào co’a màn, lù se move un poco e po’ me dà ‘a schèna da viàn mì me fermo, ‘o vardo fisso e ghe dìgo:”Bèh? Buongiorno.” Lù me sbàja e pàr ch’el dìgà: “Bondì pétateo, un corno. Se te gà ‘a Luna storta no’ ciapàrtea co’n amìgo, ànzi sfogate co’lù, no’ tratarlo ‘fà ‘n intrigo.”

Per te di Andrea Granziero Ho lasciato che accadesse questo amore, dolcissima la resa ad ogni bacio, giorni protetti dagli abbracci. Così si è fatto sogno il nostro vivere nel lento andare di stagioni.

“Caro Beppe, te savessi… ma però ‘assémo star…. Da amìgo, da un amìgo dai, vien farte caressar.” Pian-pianéto el se sdrìssa ‘fà ‘na bìssa su’a muréta, e cussì fassémo pàçe mentre ‘o grato drìo ‘a recéta.

ottobre 2023

novembre 2023

Un dì te geri di Maria Antonia Maso Borso Nea penombra un profilo sconposto, a boca verta, quasi morte, osceno, sormontà da na scùfia ridicola, antisordità. Se verze i oci (s-gióli de memorie nel celeste sbiàvo) e la domanda ponta drito al core: "Chi sito?" "Mi, papà!" Ti che te rispetavi na formiga, che te metevi 'a libertà par prima e la dona regina,

te me voi sempre là par vedar coi me oci, sentir coe me récie, vivar co 'a me vita e no te basta mai (redóti un grumo de pietà spartìo co feroce egoismo). Un dì te gèri bèo, biondo, coi rissi, mi gèro na putèa sora e to spale e la pianta in saloto figurava un giardin nele storie stranbe na sera dopo l'altra insieme come dèsso al confin tra la vita e la morte.

dicembre 2023

INDICE

2021

2020

2023

2022

2024

2025

2026

Villaggio S. Paolo di Andrea Granziero Di dolore spiaggia dove l’amore colma ogni mancanza e inarticolate grida di esistenza rincorrono le onde come domande senza una risposta. Giovani volti, operose mani, nasce in ognuno un di più di anima. (da “Amore e d’altro”)

Campagna di Francesco Crosato trs bissaboe de tròsi frasche tra chiocciole orbetti mosche tra vasi vasetti matrioske sciabole falci forche bubarate nefaste e grìi e siénsi e ombre scure dai fossi (da: INCONTRO… con la CAMPAGNA)

gennaio 2024

febbraio 2024

Aiutami a fermare la ruota del tempo di Paola Commissati Bellotti Aiutami a fermare La ruota del tempo Che il fiume d’anni Impetuoso spinge La fatica del vivere Mi fa sentir somaro Legato al palo di una macina Ma ho cuore e occhi Inanellata di silenzi Scorgo primavere Dileguare In alluvioni di luce Scorgo autunni

La nuvola di capelli neri di Francesco Crosato ti sollevasti dal letto portandoti dietro quella nuvola di capelli neri te l’avrei fatto ripetere cento volte, almeno quel gesto la nuvola di capelli neri… ma uscisti dal bagno dopo un po’ con la coda di cavallo

marzo 2024

Un incontro di Carmelo Trotta Prima di ora Non ti conoscevo. Non sapevo di te Prima di ora. Non sapevo di me. Prima di ora Non mi ero fermato a sorreggere uno sguardo indifferente: non m’ero fermato prima di ora a scrutar gli abissi che ogni tanto imprigionano la mente e l’anima dei nostri compagni di viaggio.

Pennellare i boschi A rapidi tocchi Con raggi di luce … A che serve Setacciare il sole Se farine di splendore Non si legano In dolci pani? Col tuo sorriso E le tue mani Sapresti colmare Cesti Di giorni fragranti. (Da "IL MIO ELEFANTE")

aprile 2024

È un ritardo colpevolenon mettersi da parte, almeno una volta nella vita. Chi potrà mai prospettarci un’assoluzione?

Prima di oraio ero io e poi più niente oltre il mio dolore. Prima di ora c’era il mondo possibile il mio, poi d’incanto si sono dischiuse schiere di anime belle. È un ritardo colpevole accorgersi a sessant’anni che non siamo soltanto noi in viaggio. È un ritardo colpevole non sapere del dolore che ci cammina a fianco.

maggio 2024

Un dì te geri di Maria Antonia Borso Nea penombra un profilo sconposto, a boca verta, quasi morte, osceno, sormontà da na scùfia ridicola, antisordità. Se verze i oci (s-gióli de memorie nel celeste sbiàvo) e la domanda ponta drito al core: "Chi sito?" "Mi, papà!" Ti che te rispetavi na formiga, che te metevi 'a libertà par prima e la dona regina, te me voi sempre là par vedar coi me oci, sentir coe me récie, vivar co 'a me vita

e no te basta mai (redóti un grumo de pietà spartìo co feroce egoismo). Un dì te gèri bèo, biondo, coi rissi, mi gèro na putèa sora e to spale e la pianta in saloto figurava un giardin nele storie stranbe na sera dopo l'altra insieme come dèsso al confin tra la vita e la morte. (Da “Gate gate gate”)

giugno 2024

Ho avuto tra le mani un uccellino tremante e impaurito. Non mi ha udito, non mi ha capito. Il suo cuore ha smesso di battere, tra le mie mani, per il terrore che gli volessi far del male…

Uccellini di Dio di Cristina Noacco Ho avuto tra le mani un uccellino tremante e impaurito. Siamo nelle mani della vita, accarezzati da dita lievi. Non udiamo la voce sommessa che ci parla. Ci stringiamo dentro le piume e il solo nostro battito ci rimbomba dentro. Non confidiamo, non ci abbandoniamo, pervasi dall’unico desiderio di volare in alto, di volare in cielo, di volteggiare nel soffitto di Dio.

luglio 2024

Oggi non ricordo quanti anni ho di Paola Commissati Bellotti Oggi non ricordo quanti anni ho. Non tengo più a cura Il tempo delle effemeridi. Credo siano tanti, ma proprio tanti, Tanti da essere così pochi per vivere Ancora tanto, e questo tanto Può essere un solo giorno, Un giorno ancora, Ma sarà sempre splendido un giorno, Perché ha l’attimo fatto di vita.

Vivere di Andrea Granziero Si rincorrono i giorni veloci tra gli alberi, divengono anni, sorprendono vite inondate di luce, intrecciate di pena, di falsa allegria, stupite da impreviste felici emozioni percorse da incomprensibili e indelebili amori. Rendimi saggio mistero.

agosto 2024

settembre 2024

Lasceremo la vita di Paola Commissati Bellotti Lasceremo la vita Lasceremo le lotte la notte La collezione di elefantini d’avorio La marmellata e i dolori Tutti gli anelli dei giorni L’ultimo anello si aprirà E sfuggirà compianta la luce Chissà se allora sapremmo Cos’è stata la vita. (da IL MIO ELEFANTE)

Questo sabato sera di Maria Marino Ho chiuso questa giornata calandomi nei tuoi occhi immensi che nel buio della mia stanza si dilatano fino a divorarmi. L’ho chiusa amandoti, ma non come al risveglio con allegra speranza. Una punta di nostalgia di ciò che passa mi ha presa, ferendomi il cuore, assieme forse all’amara coscienza d’avere un giorno in meno per darti il mio amore. (da TUTTO IL TEMPO)

ottobre 2024

novembre 2024

Ci ritroviamo occhiInsonnoliti che spiano, sentiamo lontani canti di galli e uccelli emersi dal buio. Appena uno spunto di luce accende l’orizzonte scoppiamo in una voglia immensa di vita e portiamo a galla i nostri sogni troppo teneri che svaniscono al chiarore. (da TERRA CHE PARLA)

Alba di Toni Zamengo Lunga notte. Ore e ore schiacciati dal buio i vivi perdono l’anima a rivoli che corrono in un mondo impossibile, mai visto, e là ci troviamo in vicende di un tempo perduto con persone ineffabilmente care, poi ossessive. Si rompono. Noi, col fiato sospeso, sudiamo la rivolta.

dicembre 2024

INDICE

2021

2020

2023

2022

2024

2025

2026

Fox in tana di Concetta Murè La mia tana è un tetto di stelle. Riconosco il tuo passo che ha tardato a venire. Manca il rito che dà certezza alla gioia di rivederti.

Uno stupore di Maria Antonia Borso Nell’ombra della fragile vecchiaia ancora insiste l’eco della balda giovinezza, i suoi racconti, i riti. Ci afferra uno stupore, miscuglio di presente e di passato, che a lidi sconosciuti ci trascina dove saremo Amore nell’Amore infinito nell’Uno che ci muove.

(da APERTA LA SCORZA)

febbraio 2025

gennaio 2025

La casa di Bruno di Emilio Gallina Rammento la casa di Bruno alla presa Dieci volta al Piave accoccolata nell’abbraccio di castagni e un fiorire di rose rosse, umili fiori a maculare l’erba. E cespugli di lamponi, occhieggiar di fragole e quell’albero di “verdoni” al sapore asprodolce di miele verde. Oltre una rozza sbarra di legno il viottolo di erba e sassi apriva alla casa. Dalla veranda, ti accoglieva il benvenuto e la grande cucina con gli odori buoni di bosco e di cibo che facevano fraterna l’agape e intimo il conversare.

Il tocco elegante del “parécio” sulla variopinta tovaglia, il girotondo di sedie in legno e paglia, la credenza con cesti di frutta come un quadro di Arcimboldo, brocche, vassoi, bottiglie di vino “quello buono” - come amavi dire - erano calore di amicizia. Fuori rimaneva il mondo col passar polveroso di rare macchine inseguite dall’abbaiare dei cani. Tutto è cambiato nel tempo: la casa, la Dieci non più di terra e sassi, il lacerto di bosco, le rose… Ogni cosa è mutata… Anche noi.

marzo 2025

Aprile di Maria Marino A lungo ci è mancato il sole di aprile e ci troviamo sotto strati, ancora, di panni. E il cuore, poi, sprofondato e stretto da infiniti lembi pesanti. Ho paura per il tuo dolore ora non più arginato dall’urgenza di trovarti al suo fianco. Tu, sposa mutilata così esile e sola, in fondo come tutti siamo, in compagnia del nostro più amaro patire.

Mi chiedo, e so senza risposta, come penetrarti a fare nicchia con te in quel profondo. A condividere. Risponde solo la misura dell’inutile seppur grande amore che ti voglio. (da “Tutto il tempo”)

aprile 2025

Lio Piccolo di Daniela Barzan Imprevedibili mutevoli geometrie di terra e acqua e cielo di barene canali nuvole triangoli di luce giunchi e crepe sui fianchi a segnare la bassa marea. Lio Piccolo è tutto qui un campanile una piazzetta polverosa un tavolo e quattro sedie di un’osteria che non c’è un palazzetto di modesta trascorsa nobiltà.

Tempo di Maria Marino Il tempo in cui ho preso dall’amore è stato; ora è tempo di dare senza avere. Di desiderare senza illusione, di trepidare senza speranza, d non specchiarmi in te, di perdermi senza ritrovarmi… È il tempo di donare non ciò che possiedo, ma ciò che sono. Di “meritare” il tuo amore, di amarti ma non amarmi. Chissà se sarò all’altezza. (da “Tutto il tempo”)

maggio 2025

Più in là fenicotteri ghiotti, i becchi affondati nel fondo a cercare quel rosa per la loro livrea. A saziare l’occhio orti di articiochi speciali primizie viola. A Lio Piccolo la stradina asfaltata: un inopportuno di più.

In righe sciolte rossi papaveri di squisita eleganza, si concedono al richiamo del vento,sensuali leggiadre odalische. Sul tronco un grosso cormorano le ali aperte al sole attende il suo nuovo giro di pesca Pochi ibis a collo teso disegnano il cielo di un volo maestoso e lento e vicino ai nostri passi coppie di cigni nuotano indifferenti tra le velme vestite di salicornie.

giugno 2025

Alba sul mare di Giancarlo Bruzzolo Un ballo lento Struggente Come un suono di sicus Una nenia appena ritmata Lo sbattere delle onde Un respiro regolare Un fruscio che canta Nient’altro In fondo all’orizzonte Come un incendio dietro la collina Si alzano colori Che riaccendono il cielo E si ripete sempre uguale Nel tempo questa magnificenza E sempre uguale ti rimane negli occhi Lo stupore del bambino

Monumento in Cansiglio di Luigi Cesca Da quella braccia pietrificate dal dolore dall’orrore s’alza viva la Libertà. (da RODODENDRI DI MONTAGNA)

luglio 2025

agosto 2025

Per Alessio di Daniela Barzan Nèole bianche e veloci e ridenti di un sole vigoroso oggi affollano il cielo indifferente ai nostri dolori al senso cercato dei nostri passi. Raccolgono la danza mai spenta di noi -le rughe a segnare il tempo la testa canuta il passo incerto- ancora ostinati a cercare profili già noti de fior, de màin, de vège lassù oltre il confine delle cime. Appaiono e sfumano rincorsi dal vento.

E non sono già più. Raccontano storie di giorni di un presente/passato mai tolto, la mano che stringe fiori di prato alla madre oggetto d’infinito amore, il cuore che scoppia a inseguire la strega, gli occhi a sognare le fioche luci del Natale. E noi quaggiù a salutare un amico dal fare gentile per dirgli silenzi di parole, di note, di forme bambine cercate più e più volte insieme tra cielo e cime. E non sono già più e non sei già più.

L'alba di Concetta Murè Un sole rosato come i sogni, caldo come amorosi pensieri, forte come la passione, sorridente come il mio cuore. Così questa mia alba Che ha il sapore del vento, vortice d spighe in un campo di papaveri, tenerezza di fiori appena nati. (da "Aperta la scorza")

Eppure giocheremo ancora tra nèole bianche a chi troverà quei fior, màin, vège in cui ci eri maestro.

ottobre 2025

settembre 2025

Foglie d'autunno di Luigi Cesca L’albero dei ricordi ha perso le foglie. Poche sono ancora, gialle e rossastre. Anche l’autunno è bello, ma per poco. Il mosto sarà vino, ma per chi resta a cantare l’attimo della vita, quando è buona. (da “Foglie d’autunno”)

Una città unica di Salvatore Manchia Tutte le città di confine si assomigliano. Gli abitanti hanno il cuore, l’anima e i sentimenti frammentati senza unità, Di coeso in loro soltanto la volontà d essere liberi senza bandiere. (da "Inchiostro per pagine bianche")

dicembre 2025

novembre 2025

INDICE

Poesie

2021

2020

Anno

2026

2023

2022

2024

2025

2026

Sempre io di Cristina Noacco Non vanessa spensierata! Sconcertata falena istupidita Che ritorna a sbattere le li E muore, sciocca, sotto falsa luce.

(da "Morir d’amor")

gennaio 2026