Una finestra sulla poesia quale augurio di bellezza e armonia, invito alle profondità dell'anima e alla freschezza dei sentimenti. I testi poetici sono scritti da soci di SeLALUNA che l'Associazione ringrazia per il loro dono.
Associazione di Promozione Sociale
ANTOLOGIA dei testi poetici scritti da soci di SeLALUNA.
Sito web:
INDICE
2020
2021
2023
2022
2025
2024
2026
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
In bilico di Lella Patrese Donna. In bilico. Tra luce e buio tra orrore e bellezza, sapienza e ignoranza assoluta. In bilico tra andare e restare, tra magia e follia. Donna. Tra passato e futuro, speranza e disperazione. Tra amore deserto. Donna. Madre e strega, gravida e sterile. In bilico.
Orrenda e fulgida, traboccante d’amore e povera. Ultima e sola. Centrata e smarrita. Donna. In bilico. Tra volare e raggrinzirsi. Tra esultare e perdere. Tra corpo e anima, morte e vita. In bilico. Sulla lama affilata dell’Arte, del Vivere. Donna. (Tratto da "Il ventre della strega")
gennaio 2020
Il fossodi Piero Carrer Talvolta un passo d’anatre in volo contro il grigio del cielo invernale imprimersi pare. Ne vorresti inseguire la rotta smarrirti in quel grigio ideale ma t’accorgi che è solo uno sbattere d’ali, il levarsi maldestro da un letto di strame. Non basta una salva di gridi - di spari - a stanare il rimorso ma basta a stremare lo sforzo di chi del suo fosso stanziale all’armeggio rimane. (Tratto da "L’uomo al volante")
Se tanta è la strada di Donata Demattè Se tanta è la strada e rara nella notte la parola sconsolata se resta il sapore del latte sversato negli inverni imbiancati delle corse in bicicletta ancora mi accorgo del gorgo del cuore del segno che lascia il tuo gesto bagnato sul selciato schiacciato dalla ruota della fortuna e del mio pesce che nuota sulla pozza ricavata fra l'asfalto e la fontana (Tratto da "Se tanta è la strada")
febbraio 2020
marzo 2020
La prodigiosa creazione dell’individuo protagonista del suo tempo e della sua vita è ancora possibile? Numeri e statistiche continueranno a dar conto all’incredulo sguardo del piccolo dio del mondo.
Nella globale alienazione di Leonardo Di Venere Il tempo Un’esperienza interiore? La coscienza che ricorda? Nel tempo accelerato ora interrotto da un flagello biblico chi vedeva la direzione chi dove andare e con chi. Nella globale alienazione “non sbattere, vai fuori strada, fuori te stesso”, corpo e mente inerti nella corrente – come un pugno chiuso abbattuto e scaraventato tutti a terra, tutti in casa. Il flusso di pensieri idee favole e sogni esautorati dai nuovi profeti al governo delle coscienze.
aprile 2020
Il tuo doloroso lamento nella desolazione della solitudine. Che io vegli Signore e come Pietro, al mio rinnegarti, colga il Tuo sguardo di perdono e trovi, al pentimento, segrete lagrime, non il ‘nodo’ di Giuda. (Tratto da “Prima che il gallo canti tre volte, tu…” - Matteo cap.14/72)
Prima che il gallo canti di Emilio Gallina Insolita ora. Rauco, il canto di un gallo. Mi ritorna quel monito; l’animo trasale. Pietro ha tremato in me la sua viltà. L’umano sopravanza il divino; è facile cadere. Quante volte ti rinnego, Signore. "...lo spirito è pronto ma la carne è debole. Vegliate e pregate…”
BUONA PASQUA 2020
Ho la mente sgombra di Paola Commissati Bellotti Ho la mente sgombra come un cielo del mese di Giano
spazzato dal vento Davanti al foglio bianco mi tolgo la camicetta per mostrargli un petto beato Non ho parole da confidargli sono piena di un vuoto leggero in cui spazia sfrenato ed esplode il mio unico pensiero artefice di un intimo universo di galassie di gioia e paradisi di fiordaliso e piccoli pianeti in cui svernare e lune in cui sognare un sogno. (Tratto da "Incessante poesia")
Il presente dell'emigrantedi Cristina Noacco Perché vado?
Per sorridere. Lontano. Perché torni? Per compatire. Un'ora. Quell'attimo. Sono. (Tratto da “Albero d’amore”)
giugno 2020
maggio 2020
Anniversaridi Emilio Gallina Oggi diciotto aprile duemila venti mi coglie una vaga nostalgia e un fiorire di ricordi. Solo, dal poggiolo della terrazza osservo la natura nella sua veste più bella: il verde intenso della siepe, l’aureo fiorire del gelsomino, il blu azzurro degli iris, il giardino trapunto di margherite e una fuga di candide violette - quelle di Anna, ricordi mia sposa? - Tornano altri momenti con te condivisi quando la fioriera profumava l’aria del fior di lavanda in ronzio d’api. E le rose rosse che ad ogni tuo compleanno
occhieggiavano nella loro regale bellezza nel brillio cristallino del vaso in sala da pranzo. E l’allegra brigata dei figli a te intorno a farti festa con i nostri cari ancora con noi. E il trillo continuo del telefono di quanti: fratelli, cugini, amici, amiche e persone care si univano auguranti per questo evento e... Malefico un virus, ha cancellato tutto questo.
Oggi diciotto aprile duemila venti il tuo compleanno e il quinto anniversario del tuo ritorno al Padre. Non figli, non rose, molte telefonate, questo sì. Solo Cristina al desco. Gli altri figli? In videochiamata dal chiuso delle loro case. Irreale realtà di questi giorni di silenzio e solitudine.
Mi rasserena la natura che segue il suo corso e dona a noi, momenti d’incanto come l’impareggiabile sorriso tuo, mia sposa, che illumina la tua foto e la mia vita.
luglio 2020
In Maestàdi Romano Ceccato Chi no’ gà provà da bocia star sul colmo d’un gran caro de fén sùto, profumà quando el dì xé ancora ciaro, e passàr cussì el paese sul stradon tuto sbiancà e vardar, oltre e caséte, de’a campagna ‘a vastità,
mai varà* sta contentessa de sentirse saludar, e da in sù, co’ degnassion, el saludo ricambiar e po’ entrar dentro de’a tièsa* c’un saltìn, senza far scàe, vedar come ’a s’impenìsse ‘nt’un baeàr de gran forcàe:
i forconi i xé de legno, a piè al manego un aresto, cussì el fén no’l scampa via e’l lavoro vien via presto. I bocete, in t’un canton, varda i grandi che lavora, e ch’el caro sia svodà ànca mì no’vedo l’ora. Nàltro cargo, ghe xé tempo, ma sta volta torno indrìo sentà sora ‘a timonèa* al carro
un pocheto aviìo; zà xé scuro e ‘a campana gà sonà l’Ave Maria* basta zòghi, late e leto che ‘a giornada xé finìa.
*asse che sporge posteriormente al carro
*avrà-proverà
*ora della preghiera serale
*fienile
(Tratto da “Memorie de un òmo de nove ani”)
agosto 2020
Pioggia sottile e lentadi Giancarlo Bruzzolo Ma dove hai messo gli occhiali Non lo ricordi più I tuoi pensieri volano via distrattamente E ti dimentichi del mondo e della gente I tuoi compagni d’avventura In una foto sbiadita Ed una foto del tuo matrimonio E di una figlia lontana Partita Per chissà dove
E come ti ferisce il tempo Come una pioggia sottile e lenta Che ti scava dentro Guarda ormai ti piove sui capelli Questa pioggia sottile e lenta Dentro i tuoi occhi stanchi Nei tuoi capelli quasi bianchi
passano via a fare da solo ti scava dentro
I figli vanno via, volano via Vanno lontano Inevitabilmente E lasciano negli angoli di casa Un mucchio di ricordi E poco più di niente E poi tu… tu Con le tue storie Storie di ordinario coraggio che Senza lasciare un segno E tu! Tu! Che ti vergogni Per ogni cosa che non riesci più Ti vergogni Guarda come ti cambia il tempo Come una pioggia sottile e lenta che
Tra le gocce di cielo di Paola Commissati Bellotti Tra le gocce di cielo e il degradare azzurro degli ulivi mi vesto d’amore per questa terra del sole, e vado camminando in parte alle pecore calore brucante mi chino ad una fonte che non c’è e di là c’è un muro di pietra bianca scaletta su scaletta l’edera l’ha tinto
di verde.
Guarda come ti segna il viso Questa pioggia sottile e lenta La solitudine e la stanchezza La tua inquietudine e la tristezza E neanche un paradiso In cui sperare.
ottobre 2020
settembre 2020
Quando di Concetta Murè Quando il cuore dolce si abbandona, quando un sorriso colma la speranza, quando la vita torna a un senso, allora nasce il punto fermo per sollevare il mondo, per noi, affamati e piccoli Archimede. (da APERTA LA SCORZA)
Tramonto triestindi Cristina Noacco Come el sol, che ga colori de fogo quando el mori in brazzo a la zità xe un'emozion che brusa el suo momento, sto mio passo ne l'eternità. Tramonto triestino – Come il sole / dai colori di fuoco / quando muore / in braccio alla città // è un’emozione che brucia / il suo momento / questo mio passo / nell’eternità.
(Tratto da “Albero d'amore”, Trieste 13-01-1999)
novembre 2020
dicembre 2020
INDICE
2021
2020
2022
2023
2024
2025
2026
Benvenuti!della signora Fortunata Benvenuti benvenuti, via da bravi i se senta I se comoda qua tuti che xe l’ora dea poenta. Ohi Tonin taiaea (tagliala) a fete sotiete,
impenisi la lecarda varda varda che quel stisso (steco) fa del fumo, si perdia! che me consumo a insegnarghe a ‘ste marmote Che le quaie no e xe cote, che la vampa (fiamma) no lavora, la me creda siora Dora i me fa diventar mato parè via da qua ‘sto gato, sul fogher no vojo intrighi,
curè ben quei becafighi, tirè in qua quea casarola. Che odori che consola, portè in tola, portè in tola!
gennaio 2021
Ti amo a febbraiodi Paola Commissati Bellotti Ti amo a febbraio e ti amerò a maggio a volte mi parrà di morire quando il cielo è grigio e non mostra il sole perché tu mi sei il sole. Fingerò di morire a giugno tenendomi stretto alla mano il cuore e l'attesa di un bagliore mi sarà dolce perché io lo so, il sole torna.
Adoro dire fantasie di Paola Commissati Bellotti Adoro dire fantasie non è un mestiere ma è come un'ala di farfalla che mi sospende col polline sopra i fiori di prato, dove l'erba è così fitta che non si vede la terra.
febbraio 2021
marzo 2021
Non pareva verodi Paola Commissati Bellotti Non pareva vero di riseminare e i campi di grano arrivavano sotto casa e noi a correre dentro vestiti di spiga fruscianti Mosè s‘apriva mari di spighe con negli occhi l’oro della terra e le sere lunghe dell’estate e i giochi s’intrecciavano come chicchi di grano sempre nuovi sempre antichi li apprendevamo dall’aria con la sapienza del bimbo che prova la vita con mani innocenti
pungevano ridenti le reste di grano
lance in resta le dita avide di vita
era gioco la guerra era gioco l’amore era gioco il gioco E tutto finiva per ricominciare Hanno mangiato i campi e sui tetti nascono, ramate antenne che nelle sere cervi disegnano impauriti ... e i cervi sono andati a volare lontano... Ma forse ancora il bimbo sa dove trovare il cerchio e la lucciola, sa come sgrovigliare le corde fantastiche
dei cervi volanti...
aprile 2021
La fatica - Centro di accoglienzadi Giancarlo Bruzzolo
La fatica è stato lasciarsi tutto indietro Spogliarsi degli affetti e dell’infanzia
Ed approdare dentro un mondo che come un vetro Si fa guardare da lontano e non ti dà “cittadinanza” Le nostre vite sperse e desolate Che si trascinano tra i cortili di grandi casamenti Le nostre vite disilluse e vuote
Dimenticate negli interstizi di zattere fatiscenti
La fatica è vivere in duecento Dentro duecento metri di stanzoni impersonali La fatica sei tu che mi guardi con sgomento Mi scruti con sospetto come il simbolo del male È stare qui, non fare niente e non avere niente fra le mani Leggendo la vostra diffidenza per la strada Parcheggiato in un recinto per esseri umani La fatica è sentirmi rifiutato ovunque vada
Taglia la vitadi Paola Commissati Bellotti Taglia la vita, e non è
potare è morire appoggiarsi al nulla e risalire
dove il sole è un cerchio che cammina.
Siamo abusivi dentro questa terra
Siamo abusivi per la stessa vostra vita È più lontana ma è ancora qui, dentro di noi, la nostra guerra E sembra che la pena non sia mai finita I vostri occhi, l’indifferenza è quel che fa più male Siamo partiti pieni di paura di sogni e l’ illusione vana Che si poteva essere felici, dopo tempeste e temporale E invece siamo qui noi, quasi prigionieri in una gabbia disumana
maggio 2021
giugno 2021
Io sono come te Anche io gioco alla guerra Magari la guerra da te non c’è Da me si sente sempre sparare Io ho paura come te Ma i miei fantasmi non girano la notte
Le mie streghe non popolano il buio
sono dolore e guerra i mie mostri… e mi fanno tremare Io sono come te Rido per niente… a volte Racconto bugie Piango per niente come te Ma non guardo al futuro come te
Perché qui è più difficile il futuro Ho un padre che vuole lo stesso tuo futuro per me Ma è difficile che me lo possa dare
Io non sono come te
(a Rami All Dourra)di Giancarlo Bruzzolo
Io sono come teMi sveglio e vado a scuola come te
Magari io devo solo stare più attento
Quando attraverso il quartiere Io sono come te Ho voglia di correre come te A volte faccio storie per mangiare
Spesso però mangio quello che c’è Io sono come te Anche io avrei fate da sognare E strade per giocare maglie da sporcare Io sono come te
Ludovica di Daniela Barzan Sono frutto maturo che ancòra sa l’incanto del piede su foglie sonore su sentieri silenti, della luce ovattata e sfrangiata tra i rami d’autunno, del tocco lieve di pioggia d’aprile, compagni del tempo breve che resta. È bastato il tuo piede di bimba, il sorriso, bello di niente, e ho ritrovato, nel vecchio secchio della mia storia, il mare. Sei l’acqua e il sale e il pesciolino che felice.
Mio padre mi sgridacome il tuo fa con te E mi vuole bene e mi protegge come il tuo fa con te Ma le storie che racconta sono un poco diverse Parlano di una terra che avrebbe solo voglia di riposare No, Io non sono come te Perché dopo la porta c’è un giorno diverso Perché tu dici spesso “da grande” E io grande non lo posso diventare
guizza
luglio 2021
agosto 2021
Sono liberadi Concetta Murè
Al di qua l'oscurità non morde l'anima. Ecco la magia dei colori, la curiosità di sempre, la voglia di sperimentare, di fare, di capire.Nel cuore le persone che amo. Non sono sola, nello specchio il mio io ritrovato, l'essenza profonda, il profumo di gelsomino, l'occhio del sole nel mare dorato e la spuma brivido dell'anima. Non più costretta in ambiti faticosi e angusti, scopro in me sterminate praterie.
Sono libera.
Sbarrata è la porta a due mandate. Tolta la chiave dalla toppa, in un cestino, fra fiori colorati, arance e kiwi, è riposta in attesa del domani. Dal buco della serratura, come in un caleidoscopio ritagli di un'altra vita, rarefatti momenti sospesi nel silenzio,
l'effimero sfilacciato e inerte.
settembre 2021
Se LA LUNA di Daniela Barzan
Riccioli di Concetta Murè Fra cielo e terra, dove mi conduci, sentieri di verde velluto percorro con te. Sui nostri volti l'aria settembrina. Ti accarezzo, fra le dita riccioli di sogni.
e la luna illuminasse tutti gli angoli di ogni giardino, le valli di ogni montagna, l’immenso deserto, gli umidi androni di vecchi condomini, tutti i crocevia delle strade metropolitane, l’angolo segreto dove si sogna la libertà, a stanza di ogni uomo solo, di ogni donna silenziosa e sognante, la culla di ogni bimbo che riposa, llora avrebbe parola un mondo straordinariamente vero e bello anche se sconosciuto; un universo piccolo silenzioso prigioniero nascosto femminile sognatore che non deve andar perduto. E questo la lo sa.
LUNA
ottobre 2021
novembre 2021
Muschio di Daniela Barzan un dove da cui ripartire, il braccio per chi ha il passo più stanco
per te per me così fragili impauriti piegati dal tocco di temuti confini oggi quel muschio per una capanna un bimbo una madre bambina a ritrovare l’antico senso del nostro andare
oggi quelle tue dita ossute e bianche a rubare alla terra ghiacciata ciuffi di verde indurito - anche quel gesto ti costa - oggi quell’- ancòra, ancòra un po’- a dilatare nel gesto emozioni bambine mai spente carpite nell’umido fiato della campagna oggi il mio cuore un affollato chiassoso volo di cince.
dicembre 2021
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Cornovaglia di Maria Marino Corre un raggio chiaro di sole nel quadro verde spezzato qua e là da bianchi ovali di lana viva in questa campagna che splende anche nel grigio intreccio delle sue nubi sospinte dal vento dell'oceano-mare che, lontano, negli occhi, mi si confonde.
Altrove di Maria Marino Ma io non ho ali per volare lontano e non ho petali da affidare al vento, non l'anima leggera soltanto, senza tempo in cui stare. Tu hai potuto andartene altrove. Noi siamo rimasti.
(Tratto da “Contropelo”, 1 giugno 2012)
(Tratto da “Contropelo”, 9 settembre 2012)
febbraio 2022
gennaio 2022
otto marzo duemilaventidue di Maria Marino Anche nella mia mente
infuria una battaglia
di resistenza,
non è eroica, lo so,
ma necessaria.
Non vuole il mio cuore
lasciarsi invadere
da spiriti di morte,
non vuole cedere il passo
all’odio, che pure impreca
dentro di me.
Questo otto marzo
impregnato di paure
ospita con il giallo delle mimose
l’azzurro dei cieli:
onore all’Ucraina,
a chi fugge e a chi resta.
marzo 2022
Le mie montagne:
madri inginocchiate,
offrono i dorsi a riparo dai freddi
venti da nord,
offrono grembi accoglienti
le nostre vite,
ora fragili, ora spavalde, ora spente
in una nenia amorevole
senza fine.
Valmareno di Maria Marino Dopo le radici di erbacce
a fatica strappale
da insinuanti fenditure sul perimetro
della nostra ultima, piccola casa,
solo qualche lucertola furtiva
sguscia e si appiattisce al sole amico di agosto.
Uno, due, tre campanili
risuonano i tocchi nell'aria vibrante
uniti nel solito concerto di mezzogiorno.
Nella mia vita quante volte
vi ho sentito suonare senza starvi ad ascoltare?
Mi attira, calamità di ricordi,
questo posto quieto,
questo verde folto,
questo paese affogato
nelle radici profonde del cuore.
(Tratto da “Contropelo”, 10 agosto 2012)
aprile 2022
Insidia di Piero Carrer Tra le case si smorza perde vigore il vento sciogliersi pare in placati girotondi ma, attento!, cova fondi rancori preordina agguati, ad ogni svolta insinua soffi raglienti corti come lame; un balenio uno scarto ed è ratto il ritrarsi rra il fogliame. Da giorni le vie del centro indaga
questa bava di bora errabonda sui volti. Temporeggia divaga irrita la scorza delle menti,
resta ìn surplace ma non scompare.
Frontiere di Antonio Miola Per definireIL TERRITORIO PATRIO,
Ai Confini
Tipiche Costruzioni
sorreggono MAESTOSE BANDIERE
che, sventolando Esprimono:
“Simbolico – Reciproco – Rispetto,
comprensione - fratellanza e
Alterno Amore Tra i Popoli“.
Purtroppo,
nella mente bieca
di taluni personaggi,
spesso affiorano
“spinose - incomprensibili - barriere “,
frutto di
Egoismo Disgregante!
(Tratto da L'uomo al volante)
maggio 2022
giugno 2022
Ai DITTATORI, ancora presenti ne l'UNIVERSO,
vorrei regalare UNA CONCHIGLIA COLORATA,
perché nonostante la Loro Enorme Cecità,
possano almeno ASCOLTARE
il Canto Soave di Sirene Lontane
IN SEGNO DI PACE!
La conchiglia di Antonio Miola Una delle Meraviglie della Natura. Svuotata d’ogni forma vitale
nel proprio interno,
a noi si dona per offrirci
suoni delicati dal remoto
presenti nelle sue anse.
Nel silenzio assoluto,
ci fa attraversare l’immaginifico oltre il mare,
ove, lieve pace frammista a immani sofferenze:
ECHI DI LESA MAESTA’,
penetrando la nostra anima,
risvegliano il Dovere Della Conoscenza
verso Popoli fraterni lontani.
luglio 2022
Fretta di Salvatore Manchia È rimasto poco tempo
tutto è urgente
il sole nasce e muore
la pelle invecchia e
i pensieri corrono lesti.
Ogni promessa è divorata
dalla fretta.
Non c’è pietà per chi è lento
l’anima urla ma la sua voce è
già lontana per udirla. (Da “Parole e poesie senza zucchero”)
Generosità di Salvatore Manchia I poveri sono le persone
più generose che ci siano.
Dividono ciò che possiedono e
riescono a dare anche quello
che non hanno.
Spesso il giorno appresso hanno
già dimenticato di aver donato
qualcosa.
(Da “Parole e poesie senza zucchero”)
agosto 2022
settembre 2022
a miseria gà spartio
co ‘na torma de cristiani
bandonà parfin da dio:
fame, fredo, manca tuto,
sol speransa che ‘a finissa,
e par sogno quatro cópi
che te querza el naso e ‘a schisa.
Uno a uno i inquiini
finalmente fa trasloco,
chi co cari e chi coi bò
e chi inveçe co’ gran poco
che ghe basta un caretin
strassinà da un bel musseto
de’e careghe co’ na toea
e de’e reti come leto
e fagoti su fagoti
de quel che se gà salvà,
e ne torma de bocéte
co’ i oci spaeancà.
I paeassi par na regia.
Avanti e indrè di Romano Ceccato (7 marzo 2014) Nel quartier dei ferovieri
che ghe jera drio a stassion
che, pa’ e bombe, bona parte
jera ‘ndà de repeton,
finia a guera xé cressui
paeassoni pa’ i sfoeai
che, zà nel quarantasie,
a Treviso xé rientrai;
tirai su in freta e furia,
ognun nove appartamenti,
lindi, neti, coi servissi
picoeti ma eficenti
in un lampo s’ha impenio
de fameje sistemàe
su ne ‘e tese, nei graneri
e parfin in vece stae
che ‘a campagna, tut’intorno,
i relitti in riva al mar i pòl dirte de che nave
el xè sta el naufragar,
cussì i resti de ‘na casa
frantumada da ‘na Guera,
i xè in mostra a tuti quanti,
co’ vien scaricai par tera.
El tineo ben lavorà,
in stil fine otoçento,
e a camara dei sposi,
granda come un monumento
e po’, tuto insembrotà,
el passà da gran borghese
che zò piomba al popolar
che pì no’l ghe a fa co’e spese.
Ma a Vita tira el fià,
punto e a capo, tuti quanti,
maneghete rimbocàe,
peto in fora….e forsa ….avanti.
No’ pì piova drento casa, ‘e finestre coi so veri
e balconi che le basa
e par tera matonee
lucidae, rosso bordò
e el secèr col rubineto
che aqua fresca el buta xà.
Na bea comoda, se serve
co ‘na longa caenea,
separada, e co’l scroco
da’a so’ brava portesèa.
E nel bagno un lavandin
par i grandi e par i bocia
e, voendo zà l’impianto
par ‘na vasca o par ‘na docia.
Dal comune vicinato
ogni arivo vien studià,
e se càibra ‘e fameje
da quel che vien po’ scaricà.
Come dopo ‘na tempesta
ottobre 2022
'Ua Sant'Ana di Romano Ceccato (14 febbraio 2013) ‘Ua Sant’Ana
‘Stàltra note ò fato un sogno,
de trovarme a Santandrà
‘nt’un troséto de campagna
da un siesòn* intabarà*; *grossa siepe *avvolto
iera istà ma un bel freschéto
el siesòn me garantiva
e un cantar de merli e fìnchi*, *fringuelli
squasi in gara, se sentiva; po’, ai bordi del troséto,
fra l’erbeta, timidète,
se vedéa spuntar, qua e là
rosse e tonde fragoéte:
una a una tolte sù, da l’aguàsso ben lavàe,
‘e mandavo zò de gusto
dopo ‘vérle mastegàe.
Tò-o* sù, magno, camino, *colgo el troséto mai finìsse,
ma dal sol xé iluminà,
un tapéo de mace e strìsse:
vedo in fondo ‘na figura
che co’a man me fa un salùdo,
mi, alora, coro e coro
senza sforzo e gnanca sudo.
Finalmente ‘rìvo al ciàro
che se estende a l’infinìo
dove, tuto soridente,
se fa incontro, a mì, me’ zio
Slongo a man e, sul pì bèo, el teefono me svèja,
me sparisse el Paradiso
in un batito de sèja:
el servìssio pai clienti
me propone ‘nàltra opzion,
“Grazie no”fào co’ creànza
ma gò in gòea un gran magòn.
zà piovan de Santandrà, co’a tonega e’l tricorno,
che su’a testa me caréssa
e me augura el bongiorno:
po’ me mostra un graspo d’ùa,
ùa Sant’Ana, bonorìva*, *primizia
che fra tute ‘e varietà,
‘a xé quéa che prima ‘rìva,
e, a granèi un fiantìn garbi*, *agro-dolci
vien magnada su’e tirèe*, *spalliere di viti
ùa da tòea* che ‘a tòea no’ vede *tavola ‘n barba a tute ‘e sentinèe. Caro zio ch’el me ‘a portava
come sveglia de’a matìna,
bèa lavà e compagnada
da ‘n’alegra fis-ciadìna.
novembre 2022
Galaverna di Romano Ceccato (11 dicwmbre 2016) ‘Ieri sera nèbia fìssa* *fitta
ma xé alta stamatìna
e, sù in cél, al sòl ghe fa
ovatàda,‘na coltrìna*. *tendaggio ovattato Piante e erbe pa’i giardini
‘e xé tute inarzentàe*, *inargentate
da’e man de Buranèe* *ricamatrici di Burano, storica Patria del Pizzo
pàr*, co’arte, ricamàe. *sembrano
El prà* dove Beppe gira *prato
xé sprussà de briantìni
salvo i solchi che, nel tempo,
gà pestà* coi passetìni *pestato
ma, de lù, gnànca el sbàjàr* *di lui neanche l’abbaiare drìo‘a sfésa* de‘na porta, *dalla fessura
de sicuro sta al caldéto
e de gnente no’gh’importa,
gnànca del gattàsso nero *gattaccio
che, sfrontà, fa‘vànti e indrìo,
e sui piati dei so’*pasti, *suoi di Beppe
fìca el naso incuriosìo.
dicembre 2022
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Buon Anno alla Vita di Concetta Murè Buon Anno alla Vita
che non finirà mai di stupirci,
Buon Anno all’Amore,
interiore scudo
per l’incerto grigiore
esistenziale,
Buon Anno alla Solidarietà
sollievo
alla precarietà del vivere,
Buon Anno alla Speranza
difesa
contro i pensieri oscuri
dell’anima.
Liberi e leggeri percorriamo, con splendido passo,
con gioia, serenità, salute e amore,
I trecentosessantacinque sentieri
misteriosi e seducenti
che il nuovo anno
ci offre,
Buon anno alla vita.
gennaio 2023
Un vecchio signore di Emilio Gallina Oggi, 23 giugno duemila ventuno. Dallo specchio mi guarda
con fare curioso
un vecchio signore:
uno di altri tempi, come si dice.
il volto scolpito dal tempo,
capelli argentei,
occhi un po' socchiusi,
un cenno di sorriso.
Mi ricorda... Già!
Oggi sono ottanta...
Mi perdo nel tempo
assaporando voluttà di ricordi
raccolti uno ad uno
lungo irripetibili stagioni di vita.
Grato si eleva un pensiero a Dio
per il lungo cammino concesso
nell'amore dei miei cari.
febbraio 2023
Una voce distante di Salvatore Manchia Emozionante sentire l’anima
che parla.
Questa vocina fioca e velata
relegata per lungo tempo
nella profondità dell’essere.
Ora emerge con tono distinto,
deciso e sincero.
C’è l’invito a morire al vecchio
mondo.
C’è una nuova direzione:
qui e ora la vita ha inizio.
(da “Parole e poesie senza zucchero”)
Figlio del Tempo di Antonio Miola
...“CAINO“,
spesso cede al suo
Egoismo triste e
brutalmente annienta
“ABELE“...
Soltanto
il Tempo Galantuomo,
saprà redimerlo
verso il Pentimento,
con Sentimento d’Amore.
Poi,
con Pia mano,
accompagnarlo ancora
sulla Via Della Pace...
marzo 2023
aprile 2023
Prima Comunion
di Romano Ceccato (Maggio 1943) ‘A Prima Comunion gò fata al Domo,
co’ So’ Ecelénza el Vescovo Mantiero,
tuto elegante e vestìo da Omo,
co’ Franco, el me Gemèo, ch’el giorno jèro
e co’ un çentenèr de Cèi e de Cèe
vestìe come sposéte, proprio Bèe.
Una ghe jèra po’, in particoeàr,
‘na Moretìna bèa ‘fà ‘na Madòna,
che no’ gavéo coràjo de vardar
quando ‘a vegnéa in Canonica co’a nòna,
par ripassàr, co’ Tùti, ‘a Lessiòn
e’e prove de ‘sta Prima Comuniòn. Quel Giorno Bèo, Soène, in Catedràe schierài se jèra da l’Altar in giù,
prima i Bocéte e po’ e Cèe postàe,
pronti Tutti a ricevere Gesù:
l’ultimo in fìa mì jèro dei bocéte
e ‘a Moretìna ‘a Prima de’e Ceéte:
cussì viçìn mai me gavéo trovà,
par tanto tempo, a ‘sta me Gran Passiòn
e me sentivo cussì emossionà
che no’pensàvo çerto a’a Comunion
e, quando che Gesù là xé ‘rivà….
Domando Scusa, ma no’O gò badà.
maggio 2023
Fuochi cosmici
di Salvatore Manchia Questa notte lassù in un angolo
dell’universo c’è stato un fuoco,
qualcosa si è acceso, è incendiato.
Queste fiamme sono state viste anche
da vicini universi.
Tutti sanno che c’è stata una
grande festa.
Le scintille avevano i colori
del tramonto.
Forse stanno celebrando la
nascita o la morte di qualcosa
già accaduto o che accadrà.
Lassù non badano a spese, si
festeggia per migliaia di anni.
Un immenso arcobaleno arde
con folgoranti acrobazie.
Questo avvenimento è da non perdere, va vissuto con gli occhi e con la pelle. Peccato che il tempo a noi concesso sia così poco. (Da "Parole e poesie senza zucchero")
giugno 2023
A Nicolettadi Daniela Barzan (Treviso, 28 settembre 2002, mamma Dani)
Dammi tempo tesoro
per cercare parole
per il mio canto d'amore
per te.
Sarò attenta al respiro del sole nei mattini d'ottobre
quando la luce indora
la nostra betulla
e gioca indomita tra i rami.
Sarò con il vento
che impazza nel brolo
per scoprire le sinfonie speciali
amiche del freddo inverno.
Nell'angolo del giardino
dove amavamo sostare mi attarderò
aspettando la voce
dei primi fiori.
Il loro sorriso di zafferano
mi ricorderà la tua gioia di bimba .
Sosterò sotto il glicine
nostro aristocratico, amato virgulto
sperando profumi di vita.
Cercherò parole che sanno
di boschi d'estate
di muschi spugnosi
di nidi sospesi su forre
di fragili arcobaleni
quei cieli di nubi veloci
sorgente di gioia nei tuoi limpidi occhi.
Ora il mio cuore tace
anche il canto antico
di una madre sulla tomba del figlio.
Mi fermerò nel volto di tuo padre
nel suo abbraccio così forte
-tua ultima culla
timoroso di poterti far male.
E sono certa
si acqueterà il mio cercare.
Dammi tempo tesoro.
Troverò parole
per un canto nuovo
per te
il mio canto più dolce, da sempre.
luglio 2023
Potature
di Maria Marino I pensieri: onde che ritornano
sospinte da un titano
che non possiamo in alcun modo vincere.
E così, presi fra la paura di domani
e la nostalgia di ieri,
quando ci sembrava un diritto
essere felici,
vagoliamo con un tremito del cuore esausto
a cui la mente chiede di resistere:
ma come può la cannuccia palustre
non piegarsi alla forza del vento!
Dove e come imparare
a sopportare ogni addio,
ogni dolorosa potatura
che un giardiniere cinico e invisibile,
il tempo,
abbatterà con colpi alla cieca
senza pietà per il nostro patire.
Sogno e spero giorni quieti,
liberi da domande senza risposta.
agosto 2023
el xé un ultimo saludo
vernizà de teneressa,
in ‘na Dimension ormai oltre
de ogni péna e d’ogni prèssa;
co’a passienza dei Gran Veci
‘àssa far ‘n fià de salòto
po’, par l’ultima trasferta,
pian-pianìn se mete in moto.
13-10-2014 ore 10
Con affettuosa amicizia, Romano Ceccato
Ciao Mercede
di Romano Ceccato S-giònfo, el Sil core impigrìo a l’altessa de’a Fiera,
e ‘a so’ àqua gà el coeòr
de l’asfalto de’a Restèra.
‘A matìna xé de un lùni,
ovatada e siensiosa
come el parco, là viçìn,
de ‘na Casa de Riposo:
’a San Zén dei Tempi Andai,
poco a poco, s’hà squajà
e ‘a so’ ultima Decana
proprio unquò ne ‘assarà.
I tosati de ‘na volta,
zà ormai noni deventài,
in ‘na bèa Ceseta ciàra,
pa’un saludo, s’ha incontrai:
settembre 2023
Pace
di Romano Ceccato ‘Anca sòide amicìssie
ris-cia de‘ndar in semenza
quando passa màssa tempo
che incontrarse se sta senza,
pèzo ancora se l’incontro
sì, el ghe xé, ma senza gioia
e fermarse pa’un salùdo
manca el tempo insieme a’a vòja.
Cussì Beppe, ultimamente,
quando che passo de là
ma de corsa e drìo a pensieri
che me spùncia* in quantità,
dopo volte che co’e réce
messo el Radar gà in funsiòn
e mì, invéçe de fermarme,
tiro via cofà un sitòn, gà tacà a star su’e sùe,
réce e còa pàr congeàe,
e co’òci fredi-fredi
dal sì e no’ me dà de’e ociàe.
Unquò, che gò mànco pressa,
ghe fo’ciào ciào co’a màn,
lù se move un poco e po’
me dà ‘a schèna da viàn
mì me fermo, ‘o vardo fisso
e ghe dìgo:”Bèh? Buongiorno.”
Lù me sbàja e pàr ch’el dìgà:
“Bondì pétateo, un corno.
Se te gà ‘a Luna storta
no’ ciapàrtea co’n amìgo,
ànzi sfogate co’lù,
no’ tratarlo ‘fà ‘n intrigo.”
Per te
di Andrea Granziero Ho lasciato
che accadesse
questo amore,
dolcissima
la resa
ad ogni bacio,
giorni protetti
dagli abbracci.
Così
si è fatto sogno
il nostro vivere
nel lento andare
di stagioni.
“Caro Beppe, te savessi…
ma però ‘assémo star….
Da amìgo, da un amìgo
dai, vien farte caressar.”
Pian-pianéto el se sdrìssa
‘fà ‘na bìssa su’a muréta,
e cussì fassémo pàçe
mentre ‘o grato drìo ‘a recéta.
ottobre 2023
novembre 2023
Un dì te geri
di Maria Antonia Maso Borso Nea penombra un profilo
sconposto, a boca verta, quasi
morte,
osceno, sormontà
da na scùfia ridicola,
antisordità.
Se verze i oci (s-gióli
de memorie nel celeste
sbiàvo)
e la domanda ponta drito al
core:
"Chi sito?" "Mi, papà!"
Ti che te rispetavi na
formiga, che te metevi 'a
libertà par prima e la dona
regina,
te me voi sempre là par vedar coi me oci,
sentir coe me récie,
vivar co 'a me vita
e no te basta mai
(redóti un grumo de pietà
spartìo
co feroce egoismo).
Un dì te gèri bèo, biondo, coi
rissi,
mi gèro na putèa sora e to
spale
e la pianta in saloto
figurava un giardin
nele storie stranbe
na sera dopo l'altra insieme
come dèsso al confin
tra la vita e la morte.
dicembre 2023
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Villaggio S. Paolo
di Andrea Granziero Di dolore spiaggia
dove l’amore
colma ogni mancanza
e inarticolate grida
di esistenza
rincorrono le onde
come domande
senza una risposta.
Giovani volti,
operose mani,
nasce in ognuno
un di più di anima.
(da “Amore e d’altro”)
Campagna
di Francesco Crosato trs bissaboe de tròsi
frasche
tra chiocciole orbetti
mosche
tra vasi vasetti matrioske
sciabole falci
forche
bubarate nefaste
e grìi
e siénsi
e ombre scure dai fossi
(da: INCONTRO… con la CAMPAGNA)
gennaio 2024
febbraio 2024
Aiutami a fermare la ruota del tempo
di Paola Commissati Bellotti Aiutami a fermare
La ruota del tempo
Che il fiume d’anni
Impetuoso spinge
La fatica del vivere
Mi fa sentir somaro
Legato al palo di una macina
Ma ho cuore e occhi
Inanellata di silenzi
Scorgo primavere
Dileguare
In alluvioni di luce Scorgo autunni
La nuvola di capelli neri
di Francesco Crosato ti sollevasti
dal letto portandoti
dietro quella nuvola
di capelli neri
te l’avrei fatto ripetere
cento volte, almeno
quel gesto
la nuvola di capelli neri…
ma uscisti dal bagno
dopo un po’ con la coda di cavallo
marzo 2024
Un incontro
di Carmelo Trotta Prima di ora
Non ti conoscevo.
Non sapevo di te
Prima di ora.
Non sapevo di me.
Prima di ora
Non mi ero fermato
a sorreggere
uno sguardo indifferente:
non m’ero fermato
prima di ora
a scrutar gli abissi
che ogni tanto
imprigionano
la mente e l’anima
dei nostri
compagni di viaggio.
Pennellare i boschi A rapidi tocchi Con raggi di luce …
A che serve
Setacciare il sole
Se farine di splendore
Non si legano
In dolci pani?
Col tuo sorriso
E le tue mani
Sapresti colmare
Cesti
Di giorni fragranti.
(Da "IL MIO ELEFANTE")
aprile 2024
È un ritardo colpevolenon mettersi da parte,
almeno una volta nella vita.
Chi potrà mai prospettarci
un’assoluzione?
Prima di oraio ero io
e poi più niente
oltre il mio dolore.
Prima di ora
c’era il mondo possibile
il mio, poi
d’incanto
si sono dischiuse
schiere di anime belle.
È un ritardo colpevole
accorgersi a sessant’anni
che non siamo soltanto noi
in viaggio.
È un ritardo colpevole
non sapere del dolore
che ci cammina a fianco.
maggio 2024
Un dì te geri
di Maria Antonia Borso Nea penombra un profilo
sconposto, a boca verta, quasi morte,
osceno, sormontà
da na scùfia ridicola,
antisordità.
Se verze i oci (s-gióli
de memorie nel celeste sbiàvo)
e la domanda ponta drito al core:
"Chi sito?" "Mi, papà!"
Ti che te rispetavi na formiga,
che te metevi 'a libertà par prima
e la dona regina,
te me voi sempre là
par vedar coi me oci,
sentir coe me récie,
vivar co 'a me vita
e no te basta mai
(redóti un grumo de pietà spartìo
co feroce egoismo).
Un dì te gèri bèo, biondo, coi rissi,
mi gèro na putèa sora e to spale
e la pianta in saloto
figurava un giardin
nele storie stranbe
na sera dopo l'altra insieme
come dèsso al confin
tra la vita e la morte.
(Da “Gate gate gate”)
giugno 2024
Ho avuto tra le mani
un uccellino tremante e impaurito.
Non mi ha udito, non mi ha capito.
Il suo cuore ha smesso di battere,
tra le mie mani,
per il terrore che gli volessi far del male…
Uccellini di Dio
di Cristina Noacco Ho avuto tra le mani
un uccellino tremante e impaurito.
Siamo nelle mani della vita,
accarezzati da dita lievi.
Non udiamo la voce sommessa che ci parla.
Ci stringiamo dentro le piume
e il solo nostro battito ci rimbomba dentro.
Non confidiamo, non ci abbandoniamo,
pervasi dall’unico desiderio
di volare in alto,
di volare in cielo,
di volteggiare nel soffitto di Dio.
luglio 2024
Oggi non ricordo quanti anni ho
di Paola Commissati Bellotti Oggi non ricordo quanti anni ho.
Non tengo più a cura
Il tempo delle effemeridi.
Credo siano tanti, ma proprio tanti,
Tanti da essere così pochi per vivere
Ancora tanto, e questo tanto
Può essere un solo giorno,
Un giorno ancora,
Ma sarà sempre splendido un giorno,
Perché ha l’attimo fatto di vita.
Vivere
di Andrea Granziero Si rincorrono i giorni
veloci tra gli alberi,
divengono anni,
sorprendono vite
inondate di luce,
intrecciate di pena,
di falsa allegria,
stupite da impreviste
felici emozioni
percorse da incomprensibili
e indelebili amori.
Rendimi saggio
mistero.
agosto 2024
settembre 2024
Lasceremo la vita
di Paola Commissati Bellotti Lasceremo la vita Lasceremo le lotte la notte
La collezione di elefantini d’avorio
La marmellata e i dolori
Tutti gli anelli dei giorni
L’ultimo anello si aprirà
E sfuggirà compianta la luce
Chissà se allora sapremmo
Cos’è stata la vita.
(da IL MIO ELEFANTE)
Questo sabato sera
di Maria Marino Ho chiuso questa giornata
calandomi nei tuoi occhi immensi
che nel buio della mia stanza si dilatano
fino a divorarmi.
L’ho chiusa amandoti,
ma non come al risveglio
con allegra speranza.
Una punta di nostalgia
di ciò che passa mi ha presa,
ferendomi il cuore,
assieme forse all’amara coscienza
d’avere un giorno in meno
per darti il mio amore. (da TUTTO IL TEMPO)
ottobre 2024
novembre 2024
Ci ritroviamo occhiInsonnoliti che spiano,
sentiamo lontani canti di galli
e uccelli emersi dal buio. Appena
uno spunto di luce accende
l’orizzonte scoppiamo
in una voglia immensa di vita
e portiamo a galla
i nostri sogni troppo teneri
che svaniscono al chiarore.
(da TERRA CHE PARLA)
Alba
di Toni Zamengo Lunga notte. Ore e ore schiacciati
dal buio
i vivi perdono l’anima
a rivoli che corrono
in un mondo impossibile,
mai visto, e là ci troviamo
in vicende
di un tempo perduto
con persone ineffabilmente care,
poi ossessive. Si rompono.
Noi, col fiato sospeso,
sudiamo la rivolta.
dicembre 2024
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Fox in tana
di Concetta Murè La mia tana è un tetto di stelle.
Riconosco il tuo passo
che ha tardato
a venire.
Manca il rito
che dà certezza
alla gioia di rivederti.
Uno stupore
di Maria Antonia Borso Nell’ombra della fragile vecchiaia
ancora insiste l’eco
della balda giovinezza,
i suoi racconti, i riti.
Ci afferra uno stupore,
miscuglio di presente e di passato,
che a lidi sconosciuti ci trascina
dove saremo Amore
nell’Amore infinito
nell’Uno che ci muove.
(da APERTA LA SCORZA)
febbraio 2025
gennaio 2025
La casa di Bruno
di Emilio Gallina Rammento la casa di Bruno alla presa Dieci volta al Piave
accoccolata nell’abbraccio di castagni
e un fiorire di rose rosse,
umili fiori a maculare l’erba.
E cespugli di lamponi, occhieggiar di fragole
e quell’albero di “verdoni”
al sapore asprodolce di miele verde.
Oltre una rozza sbarra di legno
il viottolo di erba e sassi apriva alla casa.
Dalla veranda,
ti accoglieva il benvenuto
e la grande cucina
con gli odori buoni di bosco e di cibo
che facevano fraterna l’agape
e intimo il conversare.
Il tocco elegante del “parécio”
sulla variopinta tovaglia,
il girotondo di sedie in legno e paglia,
la credenza con cesti di frutta
come un quadro di Arcimboldo,
brocche, vassoi, bottiglie di vino
“quello buono” - come amavi dire -
erano calore di amicizia.
Fuori rimaneva il mondo
col passar polveroso di rare macchine
inseguite dall’abbaiare dei cani.
Tutto è cambiato nel tempo:
la casa, la Dieci non più di terra e sassi,
il lacerto di bosco, le rose…
Ogni cosa è mutata…
Anche noi.
marzo 2025
Aprile
di Maria Marino A lungo ci è mancato
il sole di aprile
e ci troviamo sotto strati,
ancora, di panni.
E il cuore, poi, sprofondato
e stretto da infiniti lembi
pesanti.
Ho paura per il tuo dolore
ora non più arginato
dall’urgenza di trovarti
al suo fianco.
Tu, sposa mutilata
così esile e sola,
in fondo come tutti
siamo, in compagnia
del nostro più amaro patire.
Mi chiedo, e so senza risposta,
come penetrarti a fare nicchia
con te in quel profondo.
A condividere.
Risponde solo la misura
dell’inutile seppur grande
amore che ti voglio. (da “Tutto il tempo”)
aprile 2025
Lio Piccolo
di Daniela Barzan Imprevedibili mutevoli geometrie di terra e acqua e cielo
di barene canali nuvole
triangoli di luce
giunchi e crepe sui fianchi
a segnare la bassa marea.
Lio Piccolo
è tutto qui
un campanile
una piazzetta polverosa
un tavolo e quattro sedie di un’osteria
che non c’è
un palazzetto di modesta
trascorsa nobiltà.
Tempo
di Maria Marino Il tempo in cui ho preso
dall’amore è stato;
ora è tempo di dare
senza avere.
Di desiderare senza illusione,
di trepidare senza speranza,
d non specchiarmi in te,
di perdermi senza ritrovarmi…
È il tempo di donare non ciò che possiedo,
ma ciò che sono.
Di “meritare” il tuo amore,
di amarti ma non amarmi.
Chissà se sarò all’altezza.
(da “Tutto il tempo”)
maggio 2025
Più in là fenicotteri ghiotti, i becchi affondati nel fondo a cercare quel rosa per la loro livrea. A saziare l’occhio
orti di articiochi
speciali primizie viola.
A Lio Piccolo
la stradina asfaltata:
un inopportuno
di più.
In righe sciolte
rossi papaveri di squisita eleganza,
si concedono al richiamo del vento,sensuali leggiadre odalische. Sul tronco
un grosso cormorano
le ali aperte al sole
attende il suo nuovo
giro di pesca
Pochi ibis a collo teso
disegnano il cielo
di un volo
maestoso e lento e
vicino ai nostri passi
coppie di cigni
nuotano indifferenti
tra le velme
vestite di salicornie.
giugno 2025
Alba sul mare
di Giancarlo Bruzzolo Un ballo lento Struggente
Come un suono di sicus
Una nenia appena ritmata
Lo sbattere delle onde
Un respiro regolare
Un fruscio che canta
Nient’altro
In fondo all’orizzonte
Come un incendio dietro la collina
Si alzano colori
Che riaccendono il cielo
E si ripete sempre uguale
Nel tempo questa magnificenza
E sempre uguale ti rimane negli occhi
Lo stupore del bambino
Monumento in Cansiglio
di Luigi Cesca Da quella braccia
pietrificate
dal dolore
dall’orrore
s’alza viva
la Libertà. (da RODODENDRI DI MONTAGNA)
luglio 2025
agosto 2025
Per Alessio
di Daniela Barzan Nèole bianche
e veloci e ridenti di
un sole vigoroso
oggi affollano il cielo
indifferente ai nostri dolori
al senso cercato dei nostri passi.
Raccolgono la danza
mai spenta di noi
-le rughe a segnare il tempo
la testa canuta
il passo incerto-
ancora ostinati
a cercare profili già noti
de fior, de màin, de vège
lassù oltre il confine delle cime.
Appaiono e sfumano
rincorsi dal vento.
E non sono già più.
Raccontano storie di giorni
di un presente/passato mai tolto,
la mano che stringe fiori di prato
alla madre oggetto
d’infinito amore,
il cuore che scoppia
a inseguire la strega,
gli occhi a sognare
le fioche luci del Natale.
E noi quaggiù
a salutare un amico
dal fare gentile
per dirgli silenzi
di parole, di note, di forme bambine
cercate più e più volte
insieme tra cielo e cime.
E non sono già più
e non sei già più.
L'alba
di Concetta Murè Un sole rosato come i sogni, caldo come amorosi pensieri,
forte come la passione,
sorridente come il mio cuore.
Così questa mia alba
Che ha il sapore del vento,
vortice d spighe
in un campo di papaveri,
tenerezza di fiori appena nati.
(da "Aperta la scorza")
Eppure giocheremo ancora tra nèole bianche
a chi troverà quei fior, màin, vège
in cui ci eri maestro.
ottobre 2025
settembre 2025
Foglie d'autunno
di Luigi Cesca L’albero dei ricordi ha perso le foglie.
Poche sono ancora,
gialle e rossastre.
Anche l’autunno
è bello, ma per poco.
Il mosto sarà vino,
ma per chi resta
a cantare l’attimo
della vita,
quando è buona.
(da “Foglie d’autunno”)
Una città unica
di Salvatore Manchia Tutte le città di confine
si assomigliano.
Gli abitanti hanno il cuore,
l’anima e i sentimenti
frammentati senza unità,
Di coeso in loro
soltanto
la volontà d essere liberi
senza bandiere.
(da "Inchiostro per pagine bianche")
dicembre 2025
novembre 2025
INDICE
Poesie
2021
2020
Anno
2026
2023
2022
2024
2025
2026
Sempre io
di Cristina Noacco Non vanessa spensierata!
Sconcertata falena istupidita
Che ritorna a sbattere le li
E muore, sciocca, sotto falsa luce.
(da "Morir d’amor")
gennaio 2026
Antologia-SeLALUNA
selalunaaps
Created on December 31, 2019
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Fill in Blanks
View
Countdown
View
Stopwatch
View
Unpixelator
View
Break the Piñata
View
Bingo
View
Create a Secret Code
Explore all templates
Transcript
Una finestra sulla poesia quale augurio di bellezza e armonia, invito alle profondità dell'anima e alla freschezza dei sentimenti. I testi poetici sono scritti da soci di SeLALUNA che l'Associazione ringrazia per il loro dono.
Associazione di Promozione Sociale
ANTOLOGIA dei testi poetici scritti da soci di SeLALUNA.
Sito web:
INDICE
2020
2021
2023
2022
2025
2024
2026
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
In bilico di Lella Patrese Donna. In bilico. Tra luce e buio tra orrore e bellezza, sapienza e ignoranza assoluta. In bilico tra andare e restare, tra magia e follia. Donna. Tra passato e futuro, speranza e disperazione. Tra amore deserto. Donna. Madre e strega, gravida e sterile. In bilico.
Orrenda e fulgida, traboccante d’amore e povera. Ultima e sola. Centrata e smarrita. Donna. In bilico. Tra volare e raggrinzirsi. Tra esultare e perdere. Tra corpo e anima, morte e vita. In bilico. Sulla lama affilata dell’Arte, del Vivere. Donna. (Tratto da "Il ventre della strega")
gennaio 2020
Il fossodi Piero Carrer Talvolta un passo d’anatre in volo contro il grigio del cielo invernale imprimersi pare. Ne vorresti inseguire la rotta smarrirti in quel grigio ideale ma t’accorgi che è solo uno sbattere d’ali, il levarsi maldestro da un letto di strame. Non basta una salva di gridi - di spari - a stanare il rimorso ma basta a stremare lo sforzo di chi del suo fosso stanziale all’armeggio rimane. (Tratto da "L’uomo al volante")
Se tanta è la strada di Donata Demattè Se tanta è la strada e rara nella notte la parola sconsolata se resta il sapore del latte sversato negli inverni imbiancati delle corse in bicicletta ancora mi accorgo del gorgo del cuore del segno che lascia il tuo gesto bagnato sul selciato schiacciato dalla ruota della fortuna e del mio pesce che nuota sulla pozza ricavata fra l'asfalto e la fontana (Tratto da "Se tanta è la strada")
febbraio 2020
marzo 2020
La prodigiosa creazione dell’individuo protagonista del suo tempo e della sua vita è ancora possibile? Numeri e statistiche continueranno a dar conto all’incredulo sguardo del piccolo dio del mondo.
Nella globale alienazione di Leonardo Di Venere Il tempo Un’esperienza interiore? La coscienza che ricorda? Nel tempo accelerato ora interrotto da un flagello biblico chi vedeva la direzione chi dove andare e con chi. Nella globale alienazione “non sbattere, vai fuori strada, fuori te stesso”, corpo e mente inerti nella corrente – come un pugno chiuso abbattuto e scaraventato tutti a terra, tutti in casa. Il flusso di pensieri idee favole e sogni esautorati dai nuovi profeti al governo delle coscienze.
aprile 2020
Il tuo doloroso lamento nella desolazione della solitudine. Che io vegli Signore e come Pietro, al mio rinnegarti, colga il Tuo sguardo di perdono e trovi, al pentimento, segrete lagrime, non il ‘nodo’ di Giuda. (Tratto da “Prima che il gallo canti tre volte, tu…” - Matteo cap.14/72)
Prima che il gallo canti di Emilio Gallina Insolita ora. Rauco, il canto di un gallo. Mi ritorna quel monito; l’animo trasale. Pietro ha tremato in me la sua viltà. L’umano sopravanza il divino; è facile cadere. Quante volte ti rinnego, Signore. "...lo spirito è pronto ma la carne è debole. Vegliate e pregate…”
BUONA PASQUA 2020
Ho la mente sgombra di Paola Commissati Bellotti Ho la mente sgombra come un cielo del mese di Giano spazzato dal vento Davanti al foglio bianco mi tolgo la camicetta per mostrargli un petto beato Non ho parole da confidargli sono piena di un vuoto leggero in cui spazia sfrenato ed esplode il mio unico pensiero artefice di un intimo universo di galassie di gioia e paradisi di fiordaliso e piccoli pianeti in cui svernare e lune in cui sognare un sogno. (Tratto da "Incessante poesia")
Il presente dell'emigrantedi Cristina Noacco Perché vado? Per sorridere. Lontano. Perché torni? Per compatire. Un'ora. Quell'attimo. Sono. (Tratto da “Albero d’amore”)
giugno 2020
maggio 2020
Anniversaridi Emilio Gallina Oggi diciotto aprile duemila venti mi coglie una vaga nostalgia e un fiorire di ricordi. Solo, dal poggiolo della terrazza osservo la natura nella sua veste più bella: il verde intenso della siepe, l’aureo fiorire del gelsomino, il blu azzurro degli iris, il giardino trapunto di margherite e una fuga di candide violette - quelle di Anna, ricordi mia sposa? - Tornano altri momenti con te condivisi quando la fioriera profumava l’aria del fior di lavanda in ronzio d’api. E le rose rosse che ad ogni tuo compleanno occhieggiavano nella loro regale bellezza nel brillio cristallino del vaso in sala da pranzo. E l’allegra brigata dei figli a te intorno a farti festa con i nostri cari ancora con noi. E il trillo continuo del telefono di quanti: fratelli, cugini, amici, amiche e persone care si univano auguranti per questo evento e... Malefico un virus, ha cancellato tutto questo.
Oggi diciotto aprile duemila venti il tuo compleanno e il quinto anniversario del tuo ritorno al Padre. Non figli, non rose, molte telefonate, questo sì. Solo Cristina al desco. Gli altri figli? In videochiamata dal chiuso delle loro case. Irreale realtà di questi giorni di silenzio e solitudine. Mi rasserena la natura che segue il suo corso e dona a noi, momenti d’incanto come l’impareggiabile sorriso tuo, mia sposa, che illumina la tua foto e la mia vita.
luglio 2020
In Maestàdi Romano Ceccato Chi no’ gà provà da bocia star sul colmo d’un gran caro de fén sùto, profumà quando el dì xé ancora ciaro, e passàr cussì el paese sul stradon tuto sbiancà e vardar, oltre e caséte, de’a campagna ‘a vastità, mai varà* sta contentessa de sentirse saludar, e da in sù, co’ degnassion, el saludo ricambiar e po’ entrar dentro de’a tièsa* c’un saltìn, senza far scàe, vedar come ’a s’impenìsse ‘nt’un baeàr de gran forcàe:
i forconi i xé de legno, a piè al manego un aresto, cussì el fén no’l scampa via e’l lavoro vien via presto. I bocete, in t’un canton, varda i grandi che lavora, e ch’el caro sia svodà ànca mì no’vedo l’ora. Nàltro cargo, ghe xé tempo, ma sta volta torno indrìo sentà sora ‘a timonèa* al carro un pocheto aviìo; zà xé scuro e ‘a campana gà sonà l’Ave Maria* basta zòghi, late e leto che ‘a giornada xé finìa.
*asse che sporge posteriormente al carro
*avrà-proverà
*ora della preghiera serale
*fienile
(Tratto da “Memorie de un òmo de nove ani”)
agosto 2020
Pioggia sottile e lentadi Giancarlo Bruzzolo Ma dove hai messo gli occhiali Non lo ricordi più I tuoi pensieri volano via distrattamente E ti dimentichi del mondo e della gente I tuoi compagni d’avventura In una foto sbiadita Ed una foto del tuo matrimonio E di una figlia lontana Partita Per chissà dove E come ti ferisce il tempo Come una pioggia sottile e lenta Che ti scava dentro Guarda ormai ti piove sui capelli Questa pioggia sottile e lenta Dentro i tuoi occhi stanchi Nei tuoi capelli quasi bianchi
passano via a fare da solo ti scava dentro
I figli vanno via, volano via Vanno lontano Inevitabilmente E lasciano negli angoli di casa Un mucchio di ricordi E poco più di niente E poi tu… tu Con le tue storie Storie di ordinario coraggio che Senza lasciare un segno E tu! Tu! Che ti vergogni Per ogni cosa che non riesci più Ti vergogni Guarda come ti cambia il tempo Come una pioggia sottile e lenta che
Tra le gocce di cielo di Paola Commissati Bellotti Tra le gocce di cielo e il degradare azzurro degli ulivi mi vesto d’amore per questa terra del sole, e vado camminando in parte alle pecore calore brucante mi chino ad una fonte che non c’è e di là c’è un muro di pietra bianca scaletta su scaletta l’edera l’ha tinto
di verde.
Guarda come ti segna il viso Questa pioggia sottile e lenta La solitudine e la stanchezza La tua inquietudine e la tristezza E neanche un paradiso In cui sperare.
ottobre 2020
settembre 2020
Quando di Concetta Murè Quando il cuore dolce si abbandona, quando un sorriso colma la speranza, quando la vita torna a un senso, allora nasce il punto fermo per sollevare il mondo, per noi, affamati e piccoli Archimede. (da APERTA LA SCORZA)
Tramonto triestindi Cristina Noacco Come el sol, che ga colori de fogo quando el mori in brazzo a la zità xe un'emozion che brusa el suo momento, sto mio passo ne l'eternità. Tramonto triestino – Come il sole / dai colori di fuoco / quando muore / in braccio alla città // è un’emozione che brucia / il suo momento / questo mio passo / nell’eternità.
(Tratto da “Albero d'amore”, Trieste 13-01-1999)
novembre 2020
dicembre 2020
INDICE
2021
2020
2022
2023
2024
2025
2026
Benvenuti!della signora Fortunata Benvenuti benvenuti, via da bravi i se senta I se comoda qua tuti che xe l’ora dea poenta. Ohi Tonin taiaea (tagliala) a fete sotiete, impenisi la lecarda varda varda che quel stisso (steco) fa del fumo, si perdia! che me consumo a insegnarghe a ‘ste marmote Che le quaie no e xe cote, che la vampa (fiamma) no lavora, la me creda siora Dora i me fa diventar mato parè via da qua ‘sto gato, sul fogher no vojo intrighi,
curè ben quei becafighi, tirè in qua quea casarola. Che odori che consola, portè in tola, portè in tola!
gennaio 2021
Ti amo a febbraiodi Paola Commissati Bellotti Ti amo a febbraio e ti amerò a maggio a volte mi parrà di morire quando il cielo è grigio e non mostra il sole perché tu mi sei il sole. Fingerò di morire a giugno tenendomi stretto alla mano il cuore e l'attesa di un bagliore mi sarà dolce perché io lo so, il sole torna.
Adoro dire fantasie di Paola Commissati Bellotti Adoro dire fantasie non è un mestiere ma è come un'ala di farfalla che mi sospende col polline sopra i fiori di prato, dove l'erba è così fitta che non si vede la terra.
febbraio 2021
marzo 2021
Non pareva verodi Paola Commissati Bellotti Non pareva vero di riseminare e i campi di grano arrivavano sotto casa e noi a correre dentro vestiti di spiga fruscianti Mosè s‘apriva mari di spighe con negli occhi l’oro della terra e le sere lunghe dell’estate e i giochi s’intrecciavano come chicchi di grano sempre nuovi sempre antichi li apprendevamo dall’aria con la sapienza del bimbo che prova la vita con mani innocenti
pungevano ridenti le reste di grano lance in resta le dita avide di vita era gioco la guerra era gioco l’amore era gioco il gioco E tutto finiva per ricominciare Hanno mangiato i campi e sui tetti nascono, ramate antenne che nelle sere cervi disegnano impauriti ... e i cervi sono andati a volare lontano... Ma forse ancora il bimbo sa dove trovare il cerchio e la lucciola, sa come sgrovigliare le corde fantastiche
dei cervi volanti...
aprile 2021
La fatica - Centro di accoglienzadi Giancarlo Bruzzolo
La fatica è stato lasciarsi tutto indietro Spogliarsi degli affetti e dell’infanzia Ed approdare dentro un mondo che come un vetro Si fa guardare da lontano e non ti dà “cittadinanza” Le nostre vite sperse e desolate Che si trascinano tra i cortili di grandi casamenti Le nostre vite disilluse e vuote Dimenticate negli interstizi di zattere fatiscenti
La fatica è vivere in duecento Dentro duecento metri di stanzoni impersonali La fatica sei tu che mi guardi con sgomento Mi scruti con sospetto come il simbolo del male È stare qui, non fare niente e non avere niente fra le mani Leggendo la vostra diffidenza per la strada Parcheggiato in un recinto per esseri umani La fatica è sentirmi rifiutato ovunque vada
Taglia la vitadi Paola Commissati Bellotti Taglia la vita, e non è potare è morire appoggiarsi al nulla e risalire dove il sole è un cerchio che cammina.
Siamo abusivi dentro questa terra Siamo abusivi per la stessa vostra vita È più lontana ma è ancora qui, dentro di noi, la nostra guerra E sembra che la pena non sia mai finita I vostri occhi, l’indifferenza è quel che fa più male Siamo partiti pieni di paura di sogni e l’ illusione vana Che si poteva essere felici, dopo tempeste e temporale E invece siamo qui noi, quasi prigionieri in una gabbia disumana
maggio 2021
giugno 2021
Io sono come te Anche io gioco alla guerra Magari la guerra da te non c’è Da me si sente sempre sparare Io ho paura come te Ma i miei fantasmi non girano la notte Le mie streghe non popolano il buio sono dolore e guerra i mie mostri… e mi fanno tremare Io sono come te Rido per niente… a volte Racconto bugie Piango per niente come te Ma non guardo al futuro come te Perché qui è più difficile il futuro Ho un padre che vuole lo stesso tuo futuro per me Ma è difficile che me lo possa dare
Io non sono come te (a Rami All Dourra)di Giancarlo Bruzzolo
Io sono come teMi sveglio e vado a scuola come te Magari io devo solo stare più attento Quando attraverso il quartiere Io sono come te Ho voglia di correre come te A volte faccio storie per mangiare Spesso però mangio quello che c’è Io sono come te Anche io avrei fate da sognare E strade per giocare maglie da sporcare Io sono come te
Ludovica di Daniela Barzan Sono frutto maturo che ancòra sa l’incanto del piede su foglie sonore su sentieri silenti, della luce ovattata e sfrangiata tra i rami d’autunno, del tocco lieve di pioggia d’aprile, compagni del tempo breve che resta. È bastato il tuo piede di bimba, il sorriso, bello di niente, e ho ritrovato, nel vecchio secchio della mia storia, il mare. Sei l’acqua e il sale e il pesciolino che felice.
Mio padre mi sgridacome il tuo fa con te E mi vuole bene e mi protegge come il tuo fa con te Ma le storie che racconta sono un poco diverse Parlano di una terra che avrebbe solo voglia di riposare No, Io non sono come te Perché dopo la porta c’è un giorno diverso Perché tu dici spesso “da grande” E io grande non lo posso diventare
guizza
luglio 2021
agosto 2021
Sono liberadi Concetta Murè
Al di qua l'oscurità non morde l'anima. Ecco la magia dei colori, la curiosità di sempre, la voglia di sperimentare, di fare, di capire.Nel cuore le persone che amo. Non sono sola, nello specchio il mio io ritrovato, l'essenza profonda, il profumo di gelsomino, l'occhio del sole nel mare dorato e la spuma brivido dell'anima. Non più costretta in ambiti faticosi e angusti, scopro in me sterminate praterie. Sono libera.
Sbarrata è la porta a due mandate. Tolta la chiave dalla toppa, in un cestino, fra fiori colorati, arance e kiwi, è riposta in attesa del domani. Dal buco della serratura, come in un caleidoscopio ritagli di un'altra vita, rarefatti momenti sospesi nel silenzio, l'effimero sfilacciato e inerte.
settembre 2021
Se LA LUNA di Daniela Barzan
Riccioli di Concetta Murè Fra cielo e terra, dove mi conduci, sentieri di verde velluto percorro con te. Sui nostri volti l'aria settembrina. Ti accarezzo, fra le dita riccioli di sogni.
e la luna illuminasse tutti gli angoli di ogni giardino, le valli di ogni montagna, l’immenso deserto, gli umidi androni di vecchi condomini, tutti i crocevia delle strade metropolitane, l’angolo segreto dove si sogna la libertà, a stanza di ogni uomo solo, di ogni donna silenziosa e sognante, la culla di ogni bimbo che riposa, llora avrebbe parola un mondo straordinariamente vero e bello anche se sconosciuto; un universo piccolo silenzioso prigioniero nascosto femminile sognatore che non deve andar perduto. E questo la lo sa.
LUNA
ottobre 2021
novembre 2021
Muschio di Daniela Barzan un dove da cui ripartire, il braccio per chi ha il passo più stanco per te per me così fragili impauriti piegati dal tocco di temuti confini oggi quel muschio per una capanna un bimbo una madre bambina a ritrovare l’antico senso del nostro andare
oggi quelle tue dita ossute e bianche a rubare alla terra ghiacciata ciuffi di verde indurito - anche quel gesto ti costa - oggi quell’- ancòra, ancòra un po’- a dilatare nel gesto emozioni bambine mai spente carpite nell’umido fiato della campagna oggi il mio cuore un affollato chiassoso volo di cince.
dicembre 2021
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Cornovaglia di Maria Marino Corre un raggio chiaro di sole nel quadro verde spezzato qua e là da bianchi ovali di lana viva in questa campagna che splende anche nel grigio intreccio delle sue nubi sospinte dal vento dell'oceano-mare che, lontano, negli occhi, mi si confonde.
Altrove di Maria Marino Ma io non ho ali per volare lontano e non ho petali da affidare al vento, non l'anima leggera soltanto, senza tempo in cui stare. Tu hai potuto andartene altrove. Noi siamo rimasti.
(Tratto da “Contropelo”, 1 giugno 2012)
(Tratto da “Contropelo”, 9 settembre 2012)
febbraio 2022
gennaio 2022
otto marzo duemilaventidue di Maria Marino Anche nella mia mente infuria una battaglia di resistenza, non è eroica, lo so, ma necessaria. Non vuole il mio cuore lasciarsi invadere da spiriti di morte, non vuole cedere il passo all’odio, che pure impreca dentro di me. Questo otto marzo impregnato di paure ospita con il giallo delle mimose l’azzurro dei cieli: onore all’Ucraina, a chi fugge e a chi resta.
marzo 2022
Le mie montagne: madri inginocchiate, offrono i dorsi a riparo dai freddi venti da nord, offrono grembi accoglienti le nostre vite, ora fragili, ora spavalde, ora spente in una nenia amorevole senza fine.
Valmareno di Maria Marino Dopo le radici di erbacce a fatica strappale da insinuanti fenditure sul perimetro della nostra ultima, piccola casa, solo qualche lucertola furtiva sguscia e si appiattisce al sole amico di agosto. Uno, due, tre campanili risuonano i tocchi nell'aria vibrante uniti nel solito concerto di mezzogiorno. Nella mia vita quante volte vi ho sentito suonare senza starvi ad ascoltare? Mi attira, calamità di ricordi, questo posto quieto, questo verde folto, questo paese affogato nelle radici profonde del cuore.
(Tratto da “Contropelo”, 10 agosto 2012)
aprile 2022
Insidia di Piero Carrer Tra le case si smorza perde vigore il vento sciogliersi pare in placati girotondi ma, attento!, cova fondi rancori preordina agguati, ad ogni svolta insinua soffi raglienti corti come lame; un balenio uno scarto ed è ratto il ritrarsi rra il fogliame. Da giorni le vie del centro indaga questa bava di bora errabonda sui volti. Temporeggia divaga irrita la scorza delle menti, resta ìn surplace ma non scompare.
Frontiere di Antonio Miola Per definireIL TERRITORIO PATRIO, Ai Confini Tipiche Costruzioni sorreggono MAESTOSE BANDIERE che, sventolando Esprimono: “Simbolico – Reciproco – Rispetto, comprensione - fratellanza e Alterno Amore Tra i Popoli“. Purtroppo, nella mente bieca di taluni personaggi, spesso affiorano “spinose - incomprensibili - barriere “, frutto di Egoismo Disgregante!
(Tratto da L'uomo al volante)
maggio 2022
giugno 2022
Ai DITTATORI, ancora presenti ne l'UNIVERSO, vorrei regalare UNA CONCHIGLIA COLORATA, perché nonostante la Loro Enorme Cecità, possano almeno ASCOLTARE il Canto Soave di Sirene Lontane IN SEGNO DI PACE!
La conchiglia di Antonio Miola Una delle Meraviglie della Natura. Svuotata d’ogni forma vitale nel proprio interno, a noi si dona per offrirci suoni delicati dal remoto presenti nelle sue anse. Nel silenzio assoluto, ci fa attraversare l’immaginifico oltre il mare, ove, lieve pace frammista a immani sofferenze: ECHI DI LESA MAESTA’, penetrando la nostra anima, risvegliano il Dovere Della Conoscenza verso Popoli fraterni lontani.
luglio 2022
Fretta di Salvatore Manchia È rimasto poco tempo tutto è urgente il sole nasce e muore la pelle invecchia e i pensieri corrono lesti. Ogni promessa è divorata dalla fretta. Non c’è pietà per chi è lento l’anima urla ma la sua voce è già lontana per udirla. (Da “Parole e poesie senza zucchero”)
Generosità di Salvatore Manchia I poveri sono le persone più generose che ci siano. Dividono ciò che possiedono e riescono a dare anche quello che non hanno. Spesso il giorno appresso hanno già dimenticato di aver donato qualcosa. (Da “Parole e poesie senza zucchero”)
agosto 2022
settembre 2022
a miseria gà spartio co ‘na torma de cristiani bandonà parfin da dio: fame, fredo, manca tuto, sol speransa che ‘a finissa, e par sogno quatro cópi che te querza el naso e ‘a schisa. Uno a uno i inquiini finalmente fa trasloco, chi co cari e chi coi bò e chi inveçe co’ gran poco che ghe basta un caretin strassinà da un bel musseto de’e careghe co’ na toea e de’e reti come leto e fagoti su fagoti de quel che se gà salvà, e ne torma de bocéte co’ i oci spaeancà. I paeassi par na regia.
Avanti e indrè di Romano Ceccato (7 marzo 2014) Nel quartier dei ferovieri che ghe jera drio a stassion che, pa’ e bombe, bona parte jera ‘ndà de repeton, finia a guera xé cressui paeassoni pa’ i sfoeai che, zà nel quarantasie, a Treviso xé rientrai; tirai su in freta e furia, ognun nove appartamenti, lindi, neti, coi servissi picoeti ma eficenti in un lampo s’ha impenio de fameje sistemàe su ne ‘e tese, nei graneri e parfin in vece stae che ‘a campagna, tut’intorno,
i relitti in riva al mar i pòl dirte de che nave el xè sta el naufragar, cussì i resti de ‘na casa frantumada da ‘na Guera, i xè in mostra a tuti quanti, co’ vien scaricai par tera. El tineo ben lavorà, in stil fine otoçento, e a camara dei sposi, granda come un monumento e po’, tuto insembrotà, el passà da gran borghese che zò piomba al popolar che pì no’l ghe a fa co’e spese. Ma a Vita tira el fià, punto e a capo, tuti quanti, maneghete rimbocàe, peto in fora….e forsa ….avanti.
No’ pì piova drento casa, ‘e finestre coi so veri e balconi che le basa e par tera matonee lucidae, rosso bordò e el secèr col rubineto che aqua fresca el buta xà. Na bea comoda, se serve co ‘na longa caenea, separada, e co’l scroco da’a so’ brava portesèa. E nel bagno un lavandin par i grandi e par i bocia e, voendo zà l’impianto par ‘na vasca o par ‘na docia. Dal comune vicinato ogni arivo vien studià, e se càibra ‘e fameje da quel che vien po’ scaricà. Come dopo ‘na tempesta
ottobre 2022
'Ua Sant'Ana di Romano Ceccato (14 febbraio 2013) ‘Ua Sant’Ana ‘Stàltra note ò fato un sogno, de trovarme a Santandrà ‘nt’un troséto de campagna da un siesòn* intabarà*; *grossa siepe *avvolto iera istà ma un bel freschéto el siesòn me garantiva e un cantar de merli e fìnchi*, *fringuelli squasi in gara, se sentiva; po’, ai bordi del troséto, fra l’erbeta, timidète, se vedéa spuntar, qua e là rosse e tonde fragoéte:
una a una tolte sù, da l’aguàsso ben lavàe, ‘e mandavo zò de gusto dopo ‘vérle mastegàe. Tò-o* sù, magno, camino, *colgo el troséto mai finìsse, ma dal sol xé iluminà, un tapéo de mace e strìsse: vedo in fondo ‘na figura che co’a man me fa un salùdo, mi, alora, coro e coro senza sforzo e gnanca sudo. Finalmente ‘rìvo al ciàro che se estende a l’infinìo dove, tuto soridente, se fa incontro, a mì, me’ zio
Slongo a man e, sul pì bèo, el teefono me svèja, me sparisse el Paradiso in un batito de sèja: el servìssio pai clienti me propone ‘nàltra opzion, “Grazie no”fào co’ creànza ma gò in gòea un gran magòn.
zà piovan de Santandrà, co’a tonega e’l tricorno, che su’a testa me caréssa e me augura el bongiorno: po’ me mostra un graspo d’ùa, ùa Sant’Ana, bonorìva*, *primizia che fra tute ‘e varietà, ‘a xé quéa che prima ‘rìva, e, a granèi un fiantìn garbi*, *agro-dolci vien magnada su’e tirèe*, *spalliere di viti ùa da tòea* che ‘a tòea no’ vede *tavola ‘n barba a tute ‘e sentinèe. Caro zio ch’el me ‘a portava come sveglia de’a matìna, bèa lavà e compagnada da ‘n’alegra fis-ciadìna.
novembre 2022
Galaverna di Romano Ceccato (11 dicwmbre 2016) ‘Ieri sera nèbia fìssa* *fitta ma xé alta stamatìna e, sù in cél, al sòl ghe fa ovatàda,‘na coltrìna*. *tendaggio ovattato Piante e erbe pa’i giardini ‘e xé tute inarzentàe*, *inargentate da’e man de Buranèe* *ricamatrici di Burano, storica Patria del Pizzo pàr*, co’arte, ricamàe. *sembrano El prà* dove Beppe gira *prato xé sprussà de briantìni salvo i solchi che, nel tempo, gà pestà* coi passetìni *pestato
ma, de lù, gnànca el sbàjàr* *di lui neanche l’abbaiare drìo‘a sfésa* de‘na porta, *dalla fessura de sicuro sta al caldéto e de gnente no’gh’importa, gnànca del gattàsso nero *gattaccio che, sfrontà, fa‘vànti e indrìo, e sui piati dei so’*pasti, *suoi di Beppe fìca el naso incuriosìo.
dicembre 2022
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Buon Anno alla Vita di Concetta Murè Buon Anno alla Vita che non finirà mai di stupirci, Buon Anno all’Amore, interiore scudo per l’incerto grigiore esistenziale, Buon Anno alla Solidarietà sollievo alla precarietà del vivere, Buon Anno alla Speranza difesa contro i pensieri oscuri dell’anima.
Liberi e leggeri percorriamo, con splendido passo, con gioia, serenità, salute e amore, I trecentosessantacinque sentieri misteriosi e seducenti che il nuovo anno ci offre, Buon anno alla vita.
gennaio 2023
Un vecchio signore di Emilio Gallina Oggi, 23 giugno duemila ventuno. Dallo specchio mi guarda con fare curioso un vecchio signore: uno di altri tempi, come si dice. il volto scolpito dal tempo, capelli argentei, occhi un po' socchiusi, un cenno di sorriso. Mi ricorda... Già! Oggi sono ottanta... Mi perdo nel tempo assaporando voluttà di ricordi raccolti uno ad uno lungo irripetibili stagioni di vita.
Grato si eleva un pensiero a Dio per il lungo cammino concesso nell'amore dei miei cari.
febbraio 2023
Una voce distante di Salvatore Manchia Emozionante sentire l’anima che parla. Questa vocina fioca e velata relegata per lungo tempo nella profondità dell’essere. Ora emerge con tono distinto, deciso e sincero. C’è l’invito a morire al vecchio mondo. C’è una nuova direzione: qui e ora la vita ha inizio. (da “Parole e poesie senza zucchero”)
Figlio del Tempo di Antonio Miola ...“CAINO“, spesso cede al suo Egoismo triste e brutalmente annienta “ABELE“... Soltanto il Tempo Galantuomo, saprà redimerlo verso il Pentimento, con Sentimento d’Amore. Poi, con Pia mano, accompagnarlo ancora sulla Via Della Pace...
marzo 2023
aprile 2023
Prima Comunion di Romano Ceccato (Maggio 1943) ‘A Prima Comunion gò fata al Domo, co’ So’ Ecelénza el Vescovo Mantiero, tuto elegante e vestìo da Omo, co’ Franco, el me Gemèo, ch’el giorno jèro e co’ un çentenèr de Cèi e de Cèe vestìe come sposéte, proprio Bèe. Una ghe jèra po’, in particoeàr, ‘na Moretìna bèa ‘fà ‘na Madòna, che no’ gavéo coràjo de vardar quando ‘a vegnéa in Canonica co’a nòna, par ripassàr, co’ Tùti, ‘a Lessiòn e’e prove de ‘sta Prima Comuniòn. Quel Giorno Bèo, Soène, in Catedràe schierài se jèra da l’Altar in giù,
prima i Bocéte e po’ e Cèe postàe, pronti Tutti a ricevere Gesù: l’ultimo in fìa mì jèro dei bocéte e ‘a Moretìna ‘a Prima de’e Ceéte: cussì viçìn mai me gavéo trovà, par tanto tempo, a ‘sta me Gran Passiòn e me sentivo cussì emossionà che no’pensàvo çerto a’a Comunion e, quando che Gesù là xé ‘rivà…. Domando Scusa, ma no’O gò badà.
maggio 2023
Fuochi cosmici di Salvatore Manchia Questa notte lassù in un angolo dell’universo c’è stato un fuoco, qualcosa si è acceso, è incendiato. Queste fiamme sono state viste anche da vicini universi. Tutti sanno che c’è stata una grande festa. Le scintille avevano i colori del tramonto. Forse stanno celebrando la nascita o la morte di qualcosa già accaduto o che accadrà. Lassù non badano a spese, si festeggia per migliaia di anni. Un immenso arcobaleno arde con folgoranti acrobazie.
Questo avvenimento è da non perdere, va vissuto con gli occhi e con la pelle. Peccato che il tempo a noi concesso sia così poco. (Da "Parole e poesie senza zucchero")
giugno 2023
A Nicolettadi Daniela Barzan (Treviso, 28 settembre 2002, mamma Dani) Dammi tempo tesoro per cercare parole per il mio canto d'amore per te. Sarò attenta al respiro del sole nei mattini d'ottobre quando la luce indora la nostra betulla e gioca indomita tra i rami. Sarò con il vento che impazza nel brolo per scoprire le sinfonie speciali amiche del freddo inverno. Nell'angolo del giardino dove amavamo sostare mi attarderò aspettando la voce dei primi fiori. Il loro sorriso di zafferano mi ricorderà la tua gioia di bimba . Sosterò sotto il glicine nostro aristocratico, amato virgulto sperando profumi di vita.
Cercherò parole che sanno di boschi d'estate di muschi spugnosi di nidi sospesi su forre di fragili arcobaleni quei cieli di nubi veloci sorgente di gioia nei tuoi limpidi occhi. Ora il mio cuore tace anche il canto antico di una madre sulla tomba del figlio. Mi fermerò nel volto di tuo padre nel suo abbraccio così forte -tua ultima culla timoroso di poterti far male. E sono certa si acqueterà il mio cercare. Dammi tempo tesoro. Troverò parole per un canto nuovo per te il mio canto più dolce, da sempre.
luglio 2023
Potature di Maria Marino I pensieri: onde che ritornano sospinte da un titano che non possiamo in alcun modo vincere. E così, presi fra la paura di domani e la nostalgia di ieri, quando ci sembrava un diritto essere felici, vagoliamo con un tremito del cuore esausto a cui la mente chiede di resistere: ma come può la cannuccia palustre non piegarsi alla forza del vento!
Dove e come imparare a sopportare ogni addio, ogni dolorosa potatura che un giardiniere cinico e invisibile, il tempo, abbatterà con colpi alla cieca senza pietà per il nostro patire. Sogno e spero giorni quieti, liberi da domande senza risposta.
agosto 2023
el xé un ultimo saludo vernizà de teneressa, in ‘na Dimension ormai oltre de ogni péna e d’ogni prèssa; co’a passienza dei Gran Veci ‘àssa far ‘n fià de salòto po’, par l’ultima trasferta, pian-pianìn se mete in moto. 13-10-2014 ore 10 Con affettuosa amicizia, Romano Ceccato
Ciao Mercede di Romano Ceccato S-giònfo, el Sil core impigrìo a l’altessa de’a Fiera, e ‘a so’ àqua gà el coeòr de l’asfalto de’a Restèra. ‘A matìna xé de un lùni, ovatada e siensiosa come el parco, là viçìn, de ‘na Casa de Riposo: ’a San Zén dei Tempi Andai, poco a poco, s’hà squajà e ‘a so’ ultima Decana proprio unquò ne ‘assarà. I tosati de ‘na volta, zà ormai noni deventài, in ‘na bèa Ceseta ciàra, pa’un saludo, s’ha incontrai:
settembre 2023
Pace di Romano Ceccato ‘Anca sòide amicìssie ris-cia de‘ndar in semenza quando passa màssa tempo che incontrarse se sta senza, pèzo ancora se l’incontro sì, el ghe xé, ma senza gioia e fermarse pa’un salùdo manca el tempo insieme a’a vòja. Cussì Beppe, ultimamente, quando che passo de là ma de corsa e drìo a pensieri che me spùncia* in quantità, dopo volte che co’e réce messo el Radar gà in funsiòn e mì, invéçe de fermarme,
tiro via cofà un sitòn, gà tacà a star su’e sùe, réce e còa pàr congeàe, e co’òci fredi-fredi dal sì e no’ me dà de’e ociàe. Unquò, che gò mànco pressa, ghe fo’ciào ciào co’a màn, lù se move un poco e po’ me dà ‘a schèna da viàn mì me fermo, ‘o vardo fisso e ghe dìgo:”Bèh? Buongiorno.” Lù me sbàja e pàr ch’el dìgà: “Bondì pétateo, un corno. Se te gà ‘a Luna storta no’ ciapàrtea co’n amìgo, ànzi sfogate co’lù, no’ tratarlo ‘fà ‘n intrigo.”
Per te di Andrea Granziero Ho lasciato che accadesse questo amore, dolcissima la resa ad ogni bacio, giorni protetti dagli abbracci. Così si è fatto sogno il nostro vivere nel lento andare di stagioni.
“Caro Beppe, te savessi… ma però ‘assémo star…. Da amìgo, da un amìgo dai, vien farte caressar.” Pian-pianéto el se sdrìssa ‘fà ‘na bìssa su’a muréta, e cussì fassémo pàçe mentre ‘o grato drìo ‘a recéta.
ottobre 2023
novembre 2023
Un dì te geri di Maria Antonia Maso Borso Nea penombra un profilo sconposto, a boca verta, quasi morte, osceno, sormontà da na scùfia ridicola, antisordità. Se verze i oci (s-gióli de memorie nel celeste sbiàvo) e la domanda ponta drito al core: "Chi sito?" "Mi, papà!" Ti che te rispetavi na formiga, che te metevi 'a libertà par prima e la dona regina,
te me voi sempre là par vedar coi me oci, sentir coe me récie, vivar co 'a me vita e no te basta mai (redóti un grumo de pietà spartìo co feroce egoismo). Un dì te gèri bèo, biondo, coi rissi, mi gèro na putèa sora e to spale e la pianta in saloto figurava un giardin nele storie stranbe na sera dopo l'altra insieme come dèsso al confin tra la vita e la morte.
dicembre 2023
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Villaggio S. Paolo di Andrea Granziero Di dolore spiaggia dove l’amore colma ogni mancanza e inarticolate grida di esistenza rincorrono le onde come domande senza una risposta. Giovani volti, operose mani, nasce in ognuno un di più di anima. (da “Amore e d’altro”)
Campagna di Francesco Crosato trs bissaboe de tròsi frasche tra chiocciole orbetti mosche tra vasi vasetti matrioske sciabole falci forche bubarate nefaste e grìi e siénsi e ombre scure dai fossi (da: INCONTRO… con la CAMPAGNA)
gennaio 2024
febbraio 2024
Aiutami a fermare la ruota del tempo di Paola Commissati Bellotti Aiutami a fermare La ruota del tempo Che il fiume d’anni Impetuoso spinge La fatica del vivere Mi fa sentir somaro Legato al palo di una macina Ma ho cuore e occhi Inanellata di silenzi Scorgo primavere Dileguare In alluvioni di luce Scorgo autunni
La nuvola di capelli neri di Francesco Crosato ti sollevasti dal letto portandoti dietro quella nuvola di capelli neri te l’avrei fatto ripetere cento volte, almeno quel gesto la nuvola di capelli neri… ma uscisti dal bagno dopo un po’ con la coda di cavallo
marzo 2024
Un incontro di Carmelo Trotta Prima di ora Non ti conoscevo. Non sapevo di te Prima di ora. Non sapevo di me. Prima di ora Non mi ero fermato a sorreggere uno sguardo indifferente: non m’ero fermato prima di ora a scrutar gli abissi che ogni tanto imprigionano la mente e l’anima dei nostri compagni di viaggio.
Pennellare i boschi A rapidi tocchi Con raggi di luce … A che serve Setacciare il sole Se farine di splendore Non si legano In dolci pani? Col tuo sorriso E le tue mani Sapresti colmare Cesti Di giorni fragranti. (Da "IL MIO ELEFANTE")
aprile 2024
È un ritardo colpevolenon mettersi da parte, almeno una volta nella vita. Chi potrà mai prospettarci un’assoluzione?
Prima di oraio ero io e poi più niente oltre il mio dolore. Prima di ora c’era il mondo possibile il mio, poi d’incanto si sono dischiuse schiere di anime belle. È un ritardo colpevole accorgersi a sessant’anni che non siamo soltanto noi in viaggio. È un ritardo colpevole non sapere del dolore che ci cammina a fianco.
maggio 2024
Un dì te geri di Maria Antonia Borso Nea penombra un profilo sconposto, a boca verta, quasi morte, osceno, sormontà da na scùfia ridicola, antisordità. Se verze i oci (s-gióli de memorie nel celeste sbiàvo) e la domanda ponta drito al core: "Chi sito?" "Mi, papà!" Ti che te rispetavi na formiga, che te metevi 'a libertà par prima e la dona regina, te me voi sempre là par vedar coi me oci, sentir coe me récie, vivar co 'a me vita
e no te basta mai (redóti un grumo de pietà spartìo co feroce egoismo). Un dì te gèri bèo, biondo, coi rissi, mi gèro na putèa sora e to spale e la pianta in saloto figurava un giardin nele storie stranbe na sera dopo l'altra insieme come dèsso al confin tra la vita e la morte. (Da “Gate gate gate”)
giugno 2024
Ho avuto tra le mani un uccellino tremante e impaurito. Non mi ha udito, non mi ha capito. Il suo cuore ha smesso di battere, tra le mie mani, per il terrore che gli volessi far del male…
Uccellini di Dio di Cristina Noacco Ho avuto tra le mani un uccellino tremante e impaurito. Siamo nelle mani della vita, accarezzati da dita lievi. Non udiamo la voce sommessa che ci parla. Ci stringiamo dentro le piume e il solo nostro battito ci rimbomba dentro. Non confidiamo, non ci abbandoniamo, pervasi dall’unico desiderio di volare in alto, di volare in cielo, di volteggiare nel soffitto di Dio.
luglio 2024
Oggi non ricordo quanti anni ho di Paola Commissati Bellotti Oggi non ricordo quanti anni ho. Non tengo più a cura Il tempo delle effemeridi. Credo siano tanti, ma proprio tanti, Tanti da essere così pochi per vivere Ancora tanto, e questo tanto Può essere un solo giorno, Un giorno ancora, Ma sarà sempre splendido un giorno, Perché ha l’attimo fatto di vita.
Vivere di Andrea Granziero Si rincorrono i giorni veloci tra gli alberi, divengono anni, sorprendono vite inondate di luce, intrecciate di pena, di falsa allegria, stupite da impreviste felici emozioni percorse da incomprensibili e indelebili amori. Rendimi saggio mistero.
agosto 2024
settembre 2024
Lasceremo la vita di Paola Commissati Bellotti Lasceremo la vita Lasceremo le lotte la notte La collezione di elefantini d’avorio La marmellata e i dolori Tutti gli anelli dei giorni L’ultimo anello si aprirà E sfuggirà compianta la luce Chissà se allora sapremmo Cos’è stata la vita. (da IL MIO ELEFANTE)
Questo sabato sera di Maria Marino Ho chiuso questa giornata calandomi nei tuoi occhi immensi che nel buio della mia stanza si dilatano fino a divorarmi. L’ho chiusa amandoti, ma non come al risveglio con allegra speranza. Una punta di nostalgia di ciò che passa mi ha presa, ferendomi il cuore, assieme forse all’amara coscienza d’avere un giorno in meno per darti il mio amore. (da TUTTO IL TEMPO)
ottobre 2024
novembre 2024
Ci ritroviamo occhiInsonnoliti che spiano, sentiamo lontani canti di galli e uccelli emersi dal buio. Appena uno spunto di luce accende l’orizzonte scoppiamo in una voglia immensa di vita e portiamo a galla i nostri sogni troppo teneri che svaniscono al chiarore. (da TERRA CHE PARLA)
Alba di Toni Zamengo Lunga notte. Ore e ore schiacciati dal buio i vivi perdono l’anima a rivoli che corrono in un mondo impossibile, mai visto, e là ci troviamo in vicende di un tempo perduto con persone ineffabilmente care, poi ossessive. Si rompono. Noi, col fiato sospeso, sudiamo la rivolta.
dicembre 2024
INDICE
2021
2020
2023
2022
2024
2025
2026
Fox in tana di Concetta Murè La mia tana è un tetto di stelle. Riconosco il tuo passo che ha tardato a venire. Manca il rito che dà certezza alla gioia di rivederti.
Uno stupore di Maria Antonia Borso Nell’ombra della fragile vecchiaia ancora insiste l’eco della balda giovinezza, i suoi racconti, i riti. Ci afferra uno stupore, miscuglio di presente e di passato, che a lidi sconosciuti ci trascina dove saremo Amore nell’Amore infinito nell’Uno che ci muove.
(da APERTA LA SCORZA)
febbraio 2025
gennaio 2025
La casa di Bruno di Emilio Gallina Rammento la casa di Bruno alla presa Dieci volta al Piave accoccolata nell’abbraccio di castagni e un fiorire di rose rosse, umili fiori a maculare l’erba. E cespugli di lamponi, occhieggiar di fragole e quell’albero di “verdoni” al sapore asprodolce di miele verde. Oltre una rozza sbarra di legno il viottolo di erba e sassi apriva alla casa. Dalla veranda, ti accoglieva il benvenuto e la grande cucina con gli odori buoni di bosco e di cibo che facevano fraterna l’agape e intimo il conversare.
Il tocco elegante del “parécio” sulla variopinta tovaglia, il girotondo di sedie in legno e paglia, la credenza con cesti di frutta come un quadro di Arcimboldo, brocche, vassoi, bottiglie di vino “quello buono” - come amavi dire - erano calore di amicizia. Fuori rimaneva il mondo col passar polveroso di rare macchine inseguite dall’abbaiare dei cani. Tutto è cambiato nel tempo: la casa, la Dieci non più di terra e sassi, il lacerto di bosco, le rose… Ogni cosa è mutata… Anche noi.
marzo 2025
Aprile di Maria Marino A lungo ci è mancato il sole di aprile e ci troviamo sotto strati, ancora, di panni. E il cuore, poi, sprofondato e stretto da infiniti lembi pesanti. Ho paura per il tuo dolore ora non più arginato dall’urgenza di trovarti al suo fianco. Tu, sposa mutilata così esile e sola, in fondo come tutti siamo, in compagnia del nostro più amaro patire.
Mi chiedo, e so senza risposta, come penetrarti a fare nicchia con te in quel profondo. A condividere. Risponde solo la misura dell’inutile seppur grande amore che ti voglio. (da “Tutto il tempo”)
aprile 2025
Lio Piccolo di Daniela Barzan Imprevedibili mutevoli geometrie di terra e acqua e cielo di barene canali nuvole triangoli di luce giunchi e crepe sui fianchi a segnare la bassa marea. Lio Piccolo è tutto qui un campanile una piazzetta polverosa un tavolo e quattro sedie di un’osteria che non c’è un palazzetto di modesta trascorsa nobiltà.
Tempo di Maria Marino Il tempo in cui ho preso dall’amore è stato; ora è tempo di dare senza avere. Di desiderare senza illusione, di trepidare senza speranza, d non specchiarmi in te, di perdermi senza ritrovarmi… È il tempo di donare non ciò che possiedo, ma ciò che sono. Di “meritare” il tuo amore, di amarti ma non amarmi. Chissà se sarò all’altezza. (da “Tutto il tempo”)
maggio 2025
Più in là fenicotteri ghiotti, i becchi affondati nel fondo a cercare quel rosa per la loro livrea. A saziare l’occhio orti di articiochi speciali primizie viola. A Lio Piccolo la stradina asfaltata: un inopportuno di più.
In righe sciolte rossi papaveri di squisita eleganza, si concedono al richiamo del vento,sensuali leggiadre odalische. Sul tronco un grosso cormorano le ali aperte al sole attende il suo nuovo giro di pesca Pochi ibis a collo teso disegnano il cielo di un volo maestoso e lento e vicino ai nostri passi coppie di cigni nuotano indifferenti tra le velme vestite di salicornie.
giugno 2025
Alba sul mare di Giancarlo Bruzzolo Un ballo lento Struggente Come un suono di sicus Una nenia appena ritmata Lo sbattere delle onde Un respiro regolare Un fruscio che canta Nient’altro In fondo all’orizzonte Come un incendio dietro la collina Si alzano colori Che riaccendono il cielo E si ripete sempre uguale Nel tempo questa magnificenza E sempre uguale ti rimane negli occhi Lo stupore del bambino
Monumento in Cansiglio di Luigi Cesca Da quella braccia pietrificate dal dolore dall’orrore s’alza viva la Libertà. (da RODODENDRI DI MONTAGNA)
luglio 2025
agosto 2025
Per Alessio di Daniela Barzan Nèole bianche e veloci e ridenti di un sole vigoroso oggi affollano il cielo indifferente ai nostri dolori al senso cercato dei nostri passi. Raccolgono la danza mai spenta di noi -le rughe a segnare il tempo la testa canuta il passo incerto- ancora ostinati a cercare profili già noti de fior, de màin, de vège lassù oltre il confine delle cime. Appaiono e sfumano rincorsi dal vento.
E non sono già più. Raccontano storie di giorni di un presente/passato mai tolto, la mano che stringe fiori di prato alla madre oggetto d’infinito amore, il cuore che scoppia a inseguire la strega, gli occhi a sognare le fioche luci del Natale. E noi quaggiù a salutare un amico dal fare gentile per dirgli silenzi di parole, di note, di forme bambine cercate più e più volte insieme tra cielo e cime. E non sono già più e non sei già più.
L'alba di Concetta Murè Un sole rosato come i sogni, caldo come amorosi pensieri, forte come la passione, sorridente come il mio cuore. Così questa mia alba Che ha il sapore del vento, vortice d spighe in un campo di papaveri, tenerezza di fiori appena nati. (da "Aperta la scorza")
Eppure giocheremo ancora tra nèole bianche a chi troverà quei fior, màin, vège in cui ci eri maestro.
ottobre 2025
settembre 2025
Foglie d'autunno di Luigi Cesca L’albero dei ricordi ha perso le foglie. Poche sono ancora, gialle e rossastre. Anche l’autunno è bello, ma per poco. Il mosto sarà vino, ma per chi resta a cantare l’attimo della vita, quando è buona. (da “Foglie d’autunno”)
Una città unica di Salvatore Manchia Tutte le città di confine si assomigliano. Gli abitanti hanno il cuore, l’anima e i sentimenti frammentati senza unità, Di coeso in loro soltanto la volontà d essere liberi senza bandiere. (da "Inchiostro per pagine bianche")
dicembre 2025
novembre 2025
INDICE
Poesie
2021
2020
Anno
2026
2023
2022
2024
2025
2026
Sempre io di Cristina Noacco Non vanessa spensierata! Sconcertata falena istupidita Che ritorna a sbattere le li E muore, sciocca, sotto falsa luce.
(da "Morir d’amor")
gennaio 2026