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Dei Sepolcri

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Created on November 26, 2018

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Transcript

Ugo Foscolo

Dei Sepolcri

Introduzione

Il carme Dei Sepolcri, composto nel 1806, sviluppa il tema della tomba a partire da un dibattito in quei giorni attuale: un editto napoleonico, esteso all'Italia nel 1806, aveva imposto che i cimiteri sorgessero fuori dei centri abitati e che sulle tombe fossero poste lapidi semplici e uguali per tutti. In realtà c'era un motivo igienico alla base dell'editto e anche un motivo politico derivante dal principio di uguaglianza fra tutti i cittadini, sancito dalla Rivoluzione francese. In ogni caso, il fatto aveva suscitato molte polemiche e i cattolici, come Pindemonte, amico di Foscolo, difendevano il culto dei defunti e l'istituzione della sepoltura dal punto di vista religioso. Foscolo era ateo e materialista e, in un primo tempo, si era pronunciato a favore della legge, ma poi meditò sul tema della morte e mutò parzialmente parere riconoscendo che le tombe, se non sono utili ai morti, giovano ai vivi. Il potere del ricordo riesce infatti a stabilire un legame tra le generazioni presenti e quelle passate.

295 ENDECASILLABI SCIOLTILe tombe di personaggi celebri o che hanno compiuto gesti importanti, sono divenute testimonianza delle imprese gloriose e come tali ritenute sacre. Nacque, così, il culto delle tombe che l'amor di patria e l'affetto dei congiunti hanno tramandato per secoli. Per il Foscolo la poesia ha il compito di eternare il ricordo dei Grandi, per cui le tombe degli uomini illustri accendono l'animo dei forti e li spronano a compiere nobili imprese. Si può affermare, pertanto, che la meditazione sulla morte diventa un inno alla vita e acquista il significato di messaggio sociale e politico risorgimentale. Il componimento è innovativo non tanto per la tematica poiché il TEMA SEPOLCRALE era molto sentito dai poeti preromantici (soprattutto inglesi), ma per la forma, in quanto è una sorta di poemetto filosofico in cui viene sviluppata un'idea procedendo per argomentazioni ed esempi. FORMA: 295 endecasillabi sciolti (ovvero non in rima)

Struttura

Il carme, che Foscolo definì "un'episola in versi" (ovvero una lettera poetica scritta all'amico Ippolito Pindemonte), può essere diviso in quattro parti, come suggerì lo stesso autore:Parte I (vv1-90): Affronta il tema dell'utilità delle tombe e dei riti funebri. Da un punto di vista materialistico esse sono inutili, ma hanno senso perché mantengono vivo il ricordo nelle generazioni presenti. Secondo Foscolo non dovrebbero esserci distinzioni nelle tombe in base alla ricchezza o alla povertà del defunto, ma le tombe delle persone meritevoli dovrebbero essere adeguate all'importanza. Parte II (vv.91-150): Il poeta prende in considerazione i vari tipi di sepolture che si sono susseguite nel corso della storia e ricorda che c'è un nesso inscindibile (come hano dimostrato gli archeologi e gli antropologi) tra la cura e la sepoltura dei morti e la civiltà umana. In questa parte si parla anche dell'età classica e dei cimiteri inglesi, simili a giardini.

Parte III (vv. 151-212): Le tombe dei grandi sono di esempio ai vivi. Ne è prova la Chiesa di Santa Croce a Firenze dove sono sepolti molti grandi del passato: Machiavelli, Michelangelo, Galileo, Michelangelo, Alfieri.Parte IV (VV.213-295): La morte dovrebbe compensare le ingiustizie della vita, così come - secondo una leggenda greca - il mare avrebbe deposto sulla tomba di Aiace le armi di Achille che Ulisse gli aveva tolto con l'inganno, spingendolo al suicidio. Le tombe, come la poesia, celebrano i grandi, ma la poesia riesce ad andare ancora più in là nel tempo: si pensi alle vicende di Troia narrate da Omero che ancora fanno emozionare gli esseri umani.

https://moterma.altervista.org/Tesina/Testi/Dei%20Sepolcri.html Cliccando sul link avete il testo dei sepolcri con la parafrasi a fronte. Cliccando sull'immagine sottostante invece potete vedere i sepolcri dei grandi in Santa Croce:

Sulla Basilica di Santa Croce e sulle tombe dei grandi:

Ugo Foscolo morì il 10 settembre 1827 nel sobborgo londinese di Chiswick e fu sepolto nel cimitero di St. Nicholas, dove ancora troviamo la sua tomba. I resti del poeta furono trasferiti nel 1871 in Santa Croce a Firenze. Il monumento venne realizzato dallo scultore torinese Carlo Marochetti su incarico di Hudson Gurney che, ricordando quanto il sepolcro fosse l’estrema illusione dell’amico, volle che la corrispondenza di amorosi sensi tra gli esuli in pellegrinaggio e il poeta si svolgesse presso una statua che lo ricordava vivo. Lo scultore, che godeva di fama tanto da essere stato incaricato da Carlo Alberto del monumento di Emanuele Filiberto a cavallo (il torinese «caval ëd brons»), realizzò un parallelepipedo in granito con uno stemma del casato di Foscolo «legato» da un nastro con la scritta, «Accingar zona fortitudinis», con un riferimento alla "forza d'animo che deve fare da cintura", la stessa che ebbe Foscolo quando nel 1815 lasciò l'Italia per andare esule a Londra.

All'ombra dei cipressi e dentro l'urne confortate di pianto èforse il sonno della morte men duro?

Celeste è questa Corrispondenza d'amorosi sensi, Celeste dote è negli umani; e spesso Per lei si vive con l'amico estinto E l'estinto è con noi, (...) Sol chi non lascia eredità d' affetti Poca gioia ha dell'urna

U.F.

Ricordiamolo così:

Il coraggio non deve dar diritti per soverchiare il debole.

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