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Le Madri costituenti

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Le madri costituenti

L'Assemblea Costituente

Il 2 giugno 1946 gli italiani vengono chiamati alle urne per il referendum istituzionale tra repubblica e monarchia che sancirà la fine di quest’ultima, anche per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente cui sarà affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale. Il sistema elettorale prescelto per la consultazione elettorale è quello proporzionale, con voto "diretto, libero e segreto a liste di candidati concorrenti", in 32 collegi plurinominali, per eleggere 556 deputati (la legge elettorale prevedeva l'elezione di 573 deputati, ma le elezioni non si effettuarono nell'area di Bolzano, Trieste e nella Venezia Giulia, dove non era stata ristabilita la piena sovranità dello Stato italiano). La Costituente si riunisce per la prima volta a Montecitorio il 25 giugno 1946 e nel corso della seduta viene eletto presidente Giuseppe Saragat . Il 28 giugno l’Assemblea elegge Enrico De Nicola "Capo provvisorio dello Stato", fino a che cioè non sarebbe stato nominato il primo Capo dello Stato a norma della nuova Costituzione. La Costituente inoltre delibera la nomina di una commissione ristretta (Commissione per la Costituzione), composta di 75 membri scelti dal Presidente sulla base delle designazioni dei vari gruppi parlamentari, cui viene affidato l'incarico di predisporre un progetto di Costituzione da sottoporre al plenum dell'Assemblea. Nominata il 19 luglio 1946 e presieduta da Meuccio Ruini, la Commissione si articola in tre Sottocommissioni: la prima sui diritti e doveri dei cittadini, la seconda sull'ordinamento costituzionale della Repubblica , la terza sui diritti e doveri economico-sociali. Conclusi i lavori delle varie Commissioni, il 31 gennaio 1947, un Comitato di redazione composto di 18 membri, presenta all’aula il progetto di Costituzione, diviso in parti, titoli e sezioni. Dal 4 marzo al 20 dicembre 1947 l’Aula discute il progetto e il 22 dicembre viene approvato il testo definitivo. La Costituzione repubblicana – giudicata il frutto più cospicuo della lotta antifascista – è promulgata il 27 dicembre 1947 da De Nicola ed entra in vigore il 1° gennaio 1948. Essa rappresenta l’incontro tra le tre tradizioni di pensiero presenti nella Costituente: quella cattolico-democratica, quella democratico-liberale e quella socialista-marxista. La carta si compone di una premessa, in cui sono elencati i principi fondamentali, e due parti, rispettivamente dedicate ai diritti e doveri dei cittadini e all’ordinamento dello Stato.

Le Madri costituenti

Le MADRI COSTITUENTI sono le 21 donne elette il 2 giugno 1946 ( 21 su 556 componenti cioè il 3,78%): La prima donna della Consulta a parlare in un’assemblea democratica fu Angela Guidi Cingolani che condivideva con altre elette giorni trascorsi in prigione. Tutte le Madri lottarono e furono attente alle speranze delle italiane, per non deludere le migliaia di donne partigiane, staffette e donne antifasciste che in mille modi avevano contribuito alla Liberazione. Il primo successo delle Madri della Consulta fu quello di ottenere che il premio della Repubblica fosse esteso anche alle vedove di guerra e alle mogli dei prigionieri. Tutte le Madri, con il loro impegno e le loro capacità, segnarono l'ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative. Quattordici sono laureate e molte insegnanti, qualche giornalista-pubblicista, una sindacalista e una casalinga; 14 sono sposate e con figli. Molte avevano preso parte alla Resistenza, pagando spesso personalmente e a caro prezzo le loro scelte, come Adele Bei (condannata nel 1934 dal Tribunale speciale a 18 anni di carcere per attività antifascista), Teresa Noce (dopo aver scontato un anno e mezzo di carcere, perché antifascista, fu deportata in un campo di concentramento nazista in Germania dove rimase fino alla fine della guerra) e Rita Montagnana (che aveva passato la maggior parte della sua vita in esilio). Cinque delle ventuno Madri Costituenti, Maria Federici, Nilde Iotti e Teresa Noce (Pci), Angelina Merlin (Psi) e Angela Gotelli (Dc), entrarono a far parte della “Commissione dei 75”, quella commissione incaricata dall’Assemblea Costituente di formulare la proposta di Costituzione da dibattere e approvare in aula.

Nadia Gallico Spano (Tunisi 1916-2006 Roma)

Nata in Tunisia in una famiglia d’emigrati nel 1938, aderì al Partito comunista con i fratelli. Militante nella Resistenza durante l'occupazione tedesca della Francia, fu condannata per la sua attività politica dal regime collaborazionista di Petain. Si sottrasse alla cattura e riuscì a raggiungere fortunosamente l’Italia liberata, dove fu una delle protagoniste del processo di rifondazione dello Stato e della nascita della Repubblica. E’ stata parlamentare fino al’58. Ha partecipato alla fondazione dell’UDI ( Unione Donne in Italia) e del settimanale Noi Donne, che ha diretto sino al ‘45. Ha presieduto anche l’Unione Donne Sarde. Si è impegnata sui problemi di politica internazionale, del Mezzogiorno e della questione femminile.

Adele Bei Ciufoli (Cantiano 1904-1974 Roma)

Comunista dal’25, dovette espatriare in Francia. Durante uno dei viaggi clandestini in Italia, per attivare collegamenti tra antifascisti, fu arrestata e condannata a diciotto anni di reclusione. fu liberata nell'agosto del 1943. Dopo l'8 settembre partecipa alla lotta di Liberazione a Roma, con il compito di organizzare le masse femminili. E’ stata l'unica donna a far parte della Consulta nazionale. Da Madre Costituente lavorò nella Terza commissione per l'esame dei disegni di legge.

Bianca Bianchi (Vicchio 1914-2000 Firenze)

Socialista toscana, partigiana, insegnante (laurea in pedagogia), eletta a 32 anni. E’ stata membro della Commissione dei 75 e, negli anni '60, vice-sindaco di Firenze.

Laura Bianchini (Castenedolo 1903-1983 Roma)

Laurea in filosofia, insegnante e giornalista. Partigiana delle formazioni cattoliche dove coordinò la stampa clandestina. Fu eletta nelle file dei cristiano sociali di Giuseppe Dossetti. Fece parte della Commissione Istruzione e Belle arti.

Elisabetta Conci ( Trento 1895-1965 Mollaro )

Figlia di un avvocato, deputato alla Dieta di Innsbruck e al Parlamento di Vienna, studiò filosofia all'Università di Vienna, poi si spostò all'Università di Roma, dove fece parte della Federazione Universitaria Cattolica Italiana e dove si laureò in lettere. Fu anche attiva nell'Azione cattolica. Eletta alla Costituente, fu una dei componenti della Commissione dei 18, che aveva il compito di coordinare gli Statuti speciali con la Costituzione.

Filomena Delli Castelli (Città Sant'Angelo 1916-2010 Pescara)

Dopo la laurea in Lettere conseguita presso l'Università Cattolica di Milano, è stata insegnante nelle scuole medie Già in età giovane impegnata all'interno del Movimento Giovanile dell'Azione Cattolica di cui era presidente durante gli studi. Finita la seconda guerra mondiale, fondò una sezione del partito della Democrazia Cristiana e successivamente fu nominata Segretario provinciale del Movimento Femminile del Partito. Il 2 giugno 1946 fu eletta per partecipare all’assemblea costituente.

Maria De Unterrichter Jervolino (Ossana 1972-1975 Napoli)

Conseguì la laurea in lettere presso l'Università di Roma. Presidente delle universitarie cattoliche, come membro dell'associazione “Pax Romana” partecipò al Congresso di Budapest nel 1924. Fu presidente nazionale della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) dal 1925 al 1929, poi, in qualità di membro del centro nazionale dell'Unione Donne Cattoliche e del CIFI si interessò delle questioni religiose e familiari e soprattutto delle questioni della emancipazione femminile.

Maria Federici Agamben (L'Aquila 1899-1984 Roma)

Laureata in lettere e insegnante, dopo l'8 settembre fece parte delle Resistenza romana. Fece parte della Commissione dei 75; in particolare lavorò nella terza sottocommissione, relativa ai diritti e doveri economico-sociali. Si è a lungo occupata dei problemi dell'emigrazione ed è stata presidente del Centro italiano femminile (CIF).

Angela Gotelli (Albareto 1905-1996 Albareto)

Fece parte della "Commissione dei 75". Qui, le donne avevano ottenuto una rappresentanza maggiore rispetto alla loro consistenza numerica parlamentare, circa il 7%. Il lavoro delle Madri costituenti ha avuto sicuramente, un peso maggiore di quanto le percentuali indicassero. Rispetto agli uomini, che rappresentavano non solo le istanze del partito nelle cui liste erano state elette, ma anche le "istanze femminili" che si presentavano decisamente “trasversali” e portavano ad un radicale mutamento “giuridico” della condizione femminile in Italia.

Angela Maria Guidi Cingolani (Roma 1896-1991 Roma)

Romana, laurea in lingue e letterature slave, eletta a 48 anni nelle file della DC. Aderisce al Movimento Nazionale pro suffragio femminile, fonda nel’ 21 il Comitato nazionale per il lavoro e la cooperazione femminile. Incarichi ministeriali la portano a occuparsi, giovanissima, di piccole industrie e artigianato. Dopo qualche anno è tra le fondatrici dell’Associazione nazionale delle professioniste ed artiste. Sarà nominata nel’51, per la sua ventennale esperienza, da De Gasperi sottosegretaria per l’artigianato e sarà la prima donna a ricoprire la carica di sottosegretaria in un ministero. Si batterà contro i pregiudizi sulle donne e la volgarità che è presente anche in Parlamento.

Leonilde Jotti (Reggio Nell'Emilia 1920-1999 Poli)

Emiliana, laurea in lettere, eletta a 26 anni nelle liste del Pci. Rimarrà in parlamento ininterrottamente per 53 anni diventando anche presidente della Camera. Prima dell’elezione fa l’insegnante, la partigiana e fa parte dei Gruppi di Difesa della Donna e sostiene le lotte in difesa di salario, vitto e istruzione delle donne e gli scioperi delle mondine. Dopo la Liberazione è segretaria dell’UDI di Reggio Emilia. Fa parte della Commissione dei 75.

Teresa Mattei (Genova 1921-2013 Usigliano)

Genovese insegnante (laurea in filosofia), eletta a 25 anni nelle liste del Pci. E’ la più giovane di tutti i Costituenti. E’ stata staffetta partigiana col nome di Chicchi. Catturata dalle SS viene picchiata e violentata ma riesce a liberarsi e a raggiungere Roma. E’ tra le fondatrici dei Gruppi di Difesa della Donna e del Fronte della Gioventù.

Angela Merlin (Pozzonovo 1887-1979 Padova)

Conseguita la maturità magistrale si trasferisce a Grenoble dove approfondisce le sue conoscenze di lingua e letteratura francese.Si iscrive al Partito Socialista Italiano e collabora con Giacomo Matteotti e dopo l'assassinio di Matteotti, in meno di ventiquattro mesi viene arrestata cinque volte. In seguito alla scoperta del complotto per attentare alla vita di Mussolini, il suo nome viene iscritto nell'elenco dei "sovversivi" affisso nelle strade di Padova. Quindi si trasferisce a Milano dove collabora con Turati, ma viene arrestata e condannata a cinque anni di confino in Sardegna a Dorgali (NU) dove viene colpita dalla povertà e dall'arretratezza della regione. Anche in quel luogo riesce a conquistarsi il rispetto e la fiducia degli abitanti e soprattutto delle donne, ad alcune delle quali insegnerà a leggere e a scrivere. Prese parte attivamente alla Resistenza insieme ad altre donne. Catturata dai nazisti, riesce a sfuggire , e nella sua casa di Milano si organizza l'insurrezione. Lei riceverà l'incarico di occuparsi del settore scolastico, insieme ai partigiani della Brigata Rosselli occuperà il Provveditorato agli Studi di Milano, successivamente viene nominata Commissario per l'Istruzione di tutta la Lombardia. Dopo la Liberazione Lina si trasferisce a Roma e viene eletta alla Assemblea Costituente. I suoi interventi nel dibattito costituzionale, quale membro della "Commissione dei 75", risulteranno determinanti per la tutela dei diritti delle donne, e lasceranno un segno indelebile nella Carta Costituzionale.

Angiola Minella molinari (Torino 1920-1988 Torino)

Laurea in lettere e insegnante. Durante la guerra è stata infermiera. Ha partecipato alla lotta clandestina, prima a contatto dei gruppi partigiani del Piemonte e poi delle formazioni garibaldine della zona di Savona. È stata eletta Madre Costituente nel collegio elettorale di Genova.

Rita Montagnana Togliatti (Torino 1895-1979 Roma)

Di famiglia ebraica, si dedicò fin da giovanissima all’attività politica, diventando dirigente provinciale e regionale del movimento giovanile socialista. Nel 1921 aderì al Partito Comunista sin dalla sua fondazione. Nel ‘24 sposò Palmiro Togliatti e fu costretta alla clandestinità. Seguendo il marito, svolse mansioni di fiducia presso la segreteria del Partito Comunista. Nel maggio 1944, e dopo la liberazione di Roma fu dirigente della sezione femminile del PCI e fondatrice dell'Unione Donne Italiane (UDI). Fu eletta all'Assemblea costituente. Successivamente divenne senatrice nella I legislatura.

Maria Nicotra Fiorini (Catania 1913-2007 Padova)

Nata a Catania e appartenente a una famiglia aristocratica, svolse il suo impegno con grande passione civile nella Croce Rossa e come dirigente nazionale dell’Azione cattolica.

Teresa Noce Longo (Torino 1900-1980 Bologna)

Nata a Torino, da famiglia operaia e costretta ad abbandonare molto presto la scuola, continuò a istruirsi da autodidatta, svolgendo vari mestieri. Fu una delle cinque Madri Costituenti della Commissione dei 75, presieduta da Meuccio Ruini. Fu segretaria nazionale della FIOT, il sindacato delle operaie tessili e nel’48 fu eletta nella prima legislatura del parlamento repubblicano, nel quale si distinse come proponente della legge 26 agosto 1950 n. 860 per la "TUTELA FISICA ED ECONOMICA DELLE LAVORATRICI MADRI" che, costituì la base della legislazione sul lavoro femminile fino alle leggi degli anni settanta sulla parità tra donne e uomini.

Ottavia Penna Buscemi (Caltagirone 1907-1986 Caltagirone)

Siciliana, eletta nella lista dell' “Uomo Qualunque”. Fu candidata dal suo partito alla poltrona di Presidente della Repubblica in competizione con Enrico De Nicola dove ottiene 32 voti contro i 396 di De Nicola.

Elettra Pollastrini (Rieti 1906-1990 Rieti)

Nacque in una famiglia antifascista che nel 1934 fu costretta ad espatriare in Francia. Nel 1946 fu eletta nell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana nel Gruppo Comunista.

Maria Maddalena Rossi (Codevilla 1906-1995 Milano)

Laureata in chimica lavorò a Milano in uno stabilimento chimico. Assieme al marito, anche lui chimico,si iscrisse al PCI clandestino dove iniziò un’attiva militanza, nel reperimento di fondi per la lotta antifascista. Scoperta dalla polizia del regime, nel’42 venne arrestata a Bergamo, processata e condannata. Rientrata a Milano subito dopo la caduta del Fascismo, entrò a far parte della redazione clandestina de L’Unità. Divenne Madre Costituente per il PCI; tra le parlamentari donne si distinse per le sue battaglie a favore della parità tra i sessi al fine di promuovere la nascita di una moderna famiglia democratica.Presidente dell’Unione Donne Italiane dal 1947 al 1956, mise al primo posto del programma dell’associazione il tema della difesa della pace.

Vittoria Titomanlio (Barletta 1899-1988 Napoli)

Nata a Barletta,maestra elementare e membro dell'Azione cattolica, fu eletta Madre Costituente nel collegio elettorale di Napoli per la Democrazia cristiana. Rimase in parlamento fino al 1968. Salì alla ribalta delle cronache nel luglio del 1950 per aver protestato al ristorante, insieme ai colleghi di partito Oscar Luigi Scalfaro e Umberto Sampietro contro una signora che cenava con le spalle nude: l'episodio fu quindi oggetto di un acceso dibattito alla camera, in quanto la signora presentò querela per le offese ricevute in quella occasione, e fu anche oggetto di un'interrogazione parlamentare

Grazie per l'attenzione

2^D ITE P. Martini a.s. 2015/2016

2 Giugno 2016

2 Giugno 1946